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sicurezza cantieri salute

Sulla G.U. 19 giugno 2018, n. 140 è stato pubblicato un Comunicato del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali con cui si rende noto che è stato emanato, in data 6 giugno 2018, un decreto del Capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro.
Tale decreto ha fissato la misura della rivalutazione delle sanzioni concernenti violazioni in materia di salute e sicurezza:
“Le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 nonché da atti aventi forza di legge, sono rivalutate, a decorrere dal 1° luglio 2018, nella misura dell’1,9%.”

gestione ambientale

L’economia circolare è un’economia pensata per potersi rigenerare da sola.
Con il sistema circolare lo scarto viene quanto più possibile riutilizzato per diminuire l’impatto del rifiuto e la riduzione dello sfruttamento ambientale per produrre nuove materie prime.
Il sistema del riciclo è quindi un sistema sostenibile.
Il “pacchetto economia circolare” costituito da 4 direttive in tema di gestione dei rifiuti entrerà in vigore dal 5 luglio e tutti gli stati dovranno renderle applicabili entro il 5 luglio 2020.
Le quattro direttive sono:

Direttiva (UE) 2018/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica le direttive 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
Direttiva (UE) 2018/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti
Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti
Direttiva (UE) 2018/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

gestione ambientale

In linea con la finalità di EMAS di promuovere il miglioramento continuo della prestazione ambientale, il documento indica le azioni concrete da intraprendere per migliorare la gestione dei rifiuti e degli effluenti di allevamento, la gestione del suolo e l’efficienza di irrigazione.
Poiché l’agricoltura è un settore molto eterogeneo che comprende una varietà di tipi di prodotti e di aziende, la decisione (UE) n. 2018/813 tratta gli aspetti ambientali centrali per le pratiche agricole.
Le organizzazioni, i verificatori ambientali e gli altri soggetti potranno prepararsi all’introduzione del documento di riferimento settoriale per il settore dell’agricoltura, la cui data di applicazione sarà il 5 ottobre 2018.

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L’articolo 71, comma 11, del d.lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.
L’elaborato pubblicato dall’INAIL descrive in dettaglio le autogrù, illustrandone le principali caratteristiche costruttive, per poi trattare in modo approfondito le fasi di cui si compone l’attività tecnica di prima verifica periodica (compilazione della scheda tecnica dell’attrezzatura e redazione del verbale di verifica). Le istruzioni elaborate sono proposte come esempio di armonizzazione su scala nazionale dell’approccio alla prima verifica periodica, definendo modalità per la conduzione dei controlli che possano essere di pratica utilità per tutti i soggetti coinvolti, per garantire indicazioni e comportamenti coerenti all’utenza.

gestione ambientale

Il Regolamento del Consiglio dell’Unione Europea 2017/997/UE, pubblicato in GUUE del 14 giugno 2017 ed entrato in vigore il 4 luglio 2017, si applicherà a decorrere dal 5 luglio 2018 per permettere a imprese e autorità competenti l’adeguamento ai nuovi criteri stabiliti per la caratterizzazione dei rifiuti.
I nuovi criteri per l’assegnazione della classe di pericolo HP14 ecotossico stabiliti nel Regolamento, modificheranno i criteri di classificazione dei rifiuti e interesseranno anche la classificazione ADR.
Il provvedimento infatti modifica l’allegato III della Direttiva 2008/98/CE e introduce la nuova definizione e i criteri da seguire per l’assegnazione della caratteristica di pericolo HP14 “Ecotossico” ai rifiuti, a partire dal 5 luglio 2018.
Da questa data, i criteri per l’assegnazione dell’HP14 cambieranno e diventeranno maggiormente restrittivi.
Ci saranno casi in cui i rifiuti, che ora non sono classificati HP14, si vedranno associare anche questa classe di pericolo.
Potrà accadere che rifiuti attualmente classificati non pericolosi diventino pericolosi o rifiuti pericolosi con altre classi di pericolo HP si vedano aggiunta anche la classe HP14.
Potrà quindi essere necessario aggiornare le classificazioni analitiche dei propri rifiuti aziendali.

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Dal 30 maggio è entrato in vigore il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 7 marzo 2018, n. 49, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica lo scorso 15 maggio.
Questo atto normativo regola in particolare le modalità di svolgimento delle funzioni di direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione, rispettivamente, nei contratti di lavori pubblici e nei contratti di servizi e forniture.
L’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 49/2018, inoltre, abroga in via definitiva le disposizioni di cui alla parte II, titolo IX, capi I e II, nonché gli allegati e le parti di allegati ivi richiamate, del D.P.R. n. 207/2010.
Il testo completo è presente sulla Gazzetta Ufficiale.

gestione ambientale

In attuazione dell’articolo 21 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, è stato adottato con il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 21 marzo 2018, n. 56, pubblicato sulla G.U. 29 maggio 2018, n. 123, il Regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato “Made Green in Italy“.
La legge 221/2015 ha istituito lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti al fine di promuovere la competitività del sistema produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti ad elevata qualificazione ambientale sui mercati nazionali ed internazionali, prevedendo che le modalità di funzionamento di tale schema fossero adottate con regolamento del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Il regolamento adottato con il D.M. 21 marzo 2018, n. 56 prevede che possano chiedere l’adesione allo schema i produttori di prodotti classificabili come Made in Italy (definiti alla lettera v) dell’art. 2 del decreto): terminata la procedura di verifica prevista, se l’esito è positivo viene concessa la licenza d’uso del logo per tre anni. L’allegato IV del decreto individua le caratteristiche del logo e detta le regole per l’apposizione del logo sul prodotto e sul materiale aziendale e pubblicitario.