Software Q-81 HSE WEB APP

Mercoledì 24 luglio è stata presentata Hidra srl sb, la prima società benefit del Nord Est. Durante la serata, è intervenuto Luca Causser in rappresentanza di Nord Pas 14000 srl, società capofila della rete d’impresa iHSEMa – Innovation for Health, Safety & Environment Management: il suo intervento ha illustrato i vantaggi di un approccio multidisciplinare alla gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare, le imprese potranno beneficiare dalle competenze del team di HIDRA SB e del team di Nord Pas 14000 per approcciare il cambiamento organizzativo nell’ottica Lean&Safety.

tecnology for safety

Scopri di più sulla serata di presentazione: qui.

gestione ambientale

La decisione della Giunta della Provincia Autonoma di Trento

Il 12 giugno, la Giunta della Provincia Autonoma di Trento, con l’approvazione del disegno di legge recante: “Modificazioni della legge provinciale 17 settembre 2013, n. 19 (Legge provinciale sulla valutazione d’impatto ambientale 2013)”, ha dato il via libera al nuovo Provvedimento Autorizzatorio Unico Provinciale (P.A.U.P.).

Il provvedimento riguarda l’adeguamento delle normativa provinciale alla riforma della V.I.A. che è stata approvata con il decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104 (Attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n. 114) che ha modificato il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo unico ambiente).

Come indicato nella relazione illustrativa del disegno di legge, La Giunta Provinciale ha inteso integrare nelle modifiche ulteriori disposizioni che “si inseriscono appieno nel processo di semplificazione dei procedimenti amministrativi intrapreso con la legge provinciale n. 2 del 2019, in quanto questo nuovo procedimento unico consentirà agli imprenditori che intendono realizzare un progetto sottoposto a VIA di acquisire contestualmente anche tutti gli altri titoli abilitativi necessari per la realizzazione e l’esercizio dello stesso, non solo di competenza provinciale”.

 

VIA PAUP ambientale Trento

La novità principale del disegno di legge è proprio il procedimento per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Provinciale (P.A.U.P.) in base al quale:

  • il proponente presenta la domanda trasmettendo in formato elettronico il progetto definitivo e tutta la documentazione necessaria per il rilascio dei titoli abilitativi che sono necessari per la realizzazione e l’esercizio del progetto e che individua in un elenco.
  • si avvia una fase di raccolta delle osservazioni degli interessati
  • tutte le amministrazioni fanno contemporaneamente l’istruttoria di propria competenza e domandano (una sola volta) al proponente le integrazioni eventualmente necessarie
  • avvio della conferenza di servizi (di durata non superiore a 120 giorni) durante la quale tutte le strutture provinciali e le amministrazioni interessate rendono le proprie determinazioni in modo univoco e vincolante.
  • stesura del rapporto istruttorio e adozione del PAUP da parte della Giunta provinciale.

Il P.A.U.P. è rilasciato dalla Giunta provinciale in esito alla conferenza di servizi sulla base delle posizioni prevalenti espresse in tale sede (si prevede il possibile ricorso in opposizione delle amministrazioni dissenzienti poste a tutela di interessi sensibili).

Esso non si sostituisce ai titoli abilitativi che comprende (la competenza al rilascio resta dunque in capo al soggetto competente). Infatti, dopo il suo rilascio i titoli abilitativi compresi nel P.A.U.P. proseguono autonomamente e quindi ogni ente è responsabile dei relativi controlli e può assumere i provvedimenti di autotutela eventualmente necessari.

La consulenza offerta da Nord Pas

All’interno di Nord Pas sono presenti competenze specifiche in ambito ambientale per il supporto alle aziende che devono rispondere a norme ambientali di tutti i livelli. Inoltre, nell’ambito della rete d’impresa HiSEMA, la collaborazione con 2A Ecogestioni consente di offrire servizi di elevata qualità per le imprese che devono richiedere provvedimenti autorizzativi come A.I.A., A.U.A. V.I.A e il nuovo P.A.U.P. per le aziende della Provincia di Trento.

Il caso del nuovo provvedimento richiesto dalla Giunta della Provincia Autonoma di Trento, mostra ancora una volta che, per le aziende, è vantaggioso utilizzare un software come Q-81 HSE WEB APP per tenere sotto controllo le scadenze e registrare tutte le attività necessarie a conseguire e mantenere i provvedimenti autorizzativi. I moduli dedicati a questi processi sono Segnalazioni, Non conformità, Azioni e il Tool Alert e Sincronizzazioni.

privacy GDPR

A seguito della consultazione pubblica avviata lo scorso dicembre, si è conclusa in questo mese la procedura di revisione alla luce del nuovo Regolamento europeo delle nove autorizzazioni generali rilasciate dal Garante privacy nel 2016 quando era in vigore la precedente normativa.

GDPR DPO Garante
L’Autorità ha adottato un provvedimento, in corso di pubblicazione sulla G.U., che contiene gli obblighi che dovranno essere rispettati da un numero elevato di soggetti, pubblici e privati, in diversi settori per poter trattare particolari categorie di dati personali, come quelli legati alla salute, alle opinioni politiche, all’etnia, all’orientamento sessuale.
Le prescrizioni riguardano infatti:
  • il trattamento di queste categorie particolari di dati nei rapporti di lavoro;
  • il trattamento degli stessi dati da parte degli organismi di tipo associativo, delle fondazioni, delle chiese e associazioni o comunità religiose, cosi come da parte degli investigatori privati;
  • il trattamento dei dati genetici e il trattamento effettuato per scopi di ricerca scientifica.

I consulenti Nord Pas possiedono competenze e formazione specifica sul tema della privacy e sono a disposizione per tutti gli approfondimenti: contattaci.

sicurezza cantieri salute

L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha avanzato un quesito in merito alla “validità dei corsi di aggiornamento erogati secondo le regole del decreto interministeriale 4 marzo 2013, recante criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione di segnaletica stradale destinata ad attività lavorative in presenza di traffico veicolare, recentemente abrogato a seguito dell’entrata in vigore (15 marzo 2019) del decreto interministeriale 22 gennaio 2019”.

tecnologia appalti

In dettaglio l’ANCE ha chiesto alla Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro se la durata dell’attesto di formazione di cui al DI 4 marzo 2013 sia cambiata a seguito dell’entrata in vigore del Decreto del 22 gennaio 2019.

La Commissione ha ritenuto che, in assenza di una disciplina transitoria nel nuovo Decreto del 22 gennaio 2019, trova applicazione il principio generale della successione delle leggi nel tempo. Il testo completo della risposta: qui.

In sintesi, secondo quanto espresso dalla Commissione, gli attestati avranno durata temporale così come previsto dalla normativa riportata sull’attestato stesso:

  • Decreto Interministeriale 4 marzo 2013 = durata 4 anni
  • Decreto 22 gennaio 2019 = durata 5 anni

Pertanto, la scadenza entro la quale dovrà essere frequentato il corso di aggiornamento dovrà essere calcolata secondo la regola sopraddetta. Con Q-81 HSE WEB APP è possibile tenere sotto controllo tutte le scadenze della formazione dei lavoratori con il modulo “Gestione della Formazione“.

I tecnici Nord Pas possiedono le qualifiche per erogare la formazione al personale addetto e supportare le imprese nel progettare interventi formativi qualificati, anche con sistemi innovativi come le M.M.Pro – Multi Media Procedure.

sicurezza cantieri salute

Il decreto “Sblocca cantieri”

E’ entrato in vigore il 18 giugno il provvedimento di legge del 14 giugno 2019, n. 55 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici” (pubblicato il 17 giugno 2019 in Gazzetta Ufficiale).
Tale disposizione deriva dalla conversione in legge del Decreto cosiddetto “Sbocca Cantieri” (Decreto Legge 18 aprile 2019, n. 32) che ha apportato modifiche, anche sostanziali, al Codice dei contratti pubblici (definito brevemente “Codice degli appalti” Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50).
Avendo come obiettivo la semplificazione delle procedure di aggiudicazione di appalti e bandi pubblici, il provvedimento apporta modifiche a criteri e prassi così come ai vincoli economici per la presentazione e la gestione delle gare pubbliche. Per la vastità dei provvedimenti toccati e per la re-impostazione del modello regolatorio (ad es. si torna al Regolamento Unico degli appalti rivoluzionando l’approccio del precedente Codice dei contratti pubblici) la legge 55/2019 costituisce quello che alcuni commentatori hanno definito una “controriforma” degli appalti.

Come gestire le nuove richieste normative?

Per le aziende partecipare a gare pubbliche è da sempre un processo di complessa gestione sia per la quantità di documenti da produrre sia, soprattutto, come il provvedimento sopraccitato dimostra, per la necessità di rispondere a normative sempre nuove e sempre in evoluzione.
Appare evidente che deve esserci un processo chiaramente delineato, ma suscettibile di adattamenti, con chiari ruoli e responsabilità. L’introduzione in azienda di Q-81 HSE WEB APP è l’occasione, per le organizzazioni, per riflettere su questo processo con il fine di ottimizzarlo e di agevolare il lavoro delle funzioni coinvolte; nei prossimi paragrafi si spiega come.

tecnologia appalti

Il gestore documentale

L’appaltatore deve produrre all’ente pubblico documentazione a supporto del bando di gara (es. iscrizione alla CCIAA, autorizzazioni…): il Gestore documentale di Q-81 HSE WEB APP consente di archiviare questi documenti portando in rilevo sempre la versione del documento più aggiornata e valida (ovvero l’ultima approvata dalle funzioni competenti).

Le anagrafiche

Gli enti pubblici richiedono elenchi di persone, mezzi, attrezzature etc… che parteciperanno all’appalto. Per le persone, inoltre, può essere richiesto ruolo, formazione e esito della sorveglianza sanitaria. Con Q-81 HSE WEB APP tutte queste informazioni si possono ottenere con le stampe o gli export excel presenti nelle Anagrafiche di base di Q-81 HSE WEB APP. Inoltre, le stampe possono essere ulteriormente personalizzate sulla base delle esigenze del cliente.

Le checklist e gli audit

Il modo più semplice per garantire al personale preposto alle gare pubbliche, di verificare la completezza dei materiali / documenti / informazioni fornite all’Ente è quello di predisporre delle cheklist di riscontro. La partecipazione a gare pubbliche può richiedere la collaborazione di più uffici / direzioni che predisporranno le proprie checklist e le potranno organizzare in audit specifici. Allo stesso modo, le aziende dotate di un sistema di gestione della qualità, troveranno vantaggioso utilizzare gli audit di Q-81 HSE WEB APP per effettuare le verifiche sul processo di partecipazione alle gare pubbliche.
I moduli utilizzabili sono Gestione audit e Cheklist e M.A.Ma.

La verifica dei subappaltatori

Lo “Sblocca cantieri” ha innalzato la soglia massima di subappalto dal 30 al 40%. Questo significa che l’azienda privata che si aggiudica la gara, potrà fare maggiormente ricorso a subappaltatori, per i quali avrà l’obbligo di garantire determinati requisiti sia legali sia relativi alla salute e sicurezza (art. 26 D.Lgs 81/08) oppure requisiti definiti da una procedura interna o dall’ente appaltante stesso. Con il modulo Verifica Idoneità Appaltatori (VIDAP) questo controllo viene notevolmente semplificato: un semplice sistema a semafori consente di vedere se il subappaltatore è ok (verde) oppure se le evidenze fornite sono in scadenza (giallo) o se sono scadute (rosso).

Requisiti applicabili

Infine, anche se non meno importante, l’azienda che partecipa ad un appalto pubblico, deve costantemente monitorare la sua conformità normativa, come in questo caso con l’uscita dello “Sblocca cantieri”. In Q-81 HSE WEB APP esiste un modulo dedicato proprio a questo processo: Requisiti applicabili.

Il supporto di Nord Pas

Il decreto “Sblocca cantieri” convertito nella legge 55/2019 individua pesanti modifiche nella gestione di gare ed appalti da parte degli enti pubblici. Questo si ripercuote sulle imprese che parteciperanno ai bandi di gara e sulle richieste che dovranno fronteggiare.
I PM Q-81 hanno esperienza pluriennale nella gestione ed ottimizzazione dei processi sopraddetti. Q-81 HSE WEB APP è lo strumento tecnologico che, con la completezza dei suoi moduli, offre le migliori soluzioni per le aziende che vogliono informatizzare la gestione delle gare pubbliche.
Per maggiori informazioni clicca qui.

sicurezza cantieri salute

In un precedente articolo è stata affrontata l’importanza delle attività di manutenzione, intesa come combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, previste durante il ciclo di vita di un’attrezzatura, destinate a mantenerla o riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta.

Gli oggetti da manutenere non sono solamente macchine, impianti ed attrezzature, come viene immediato pensare, ma anche i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) devono essere oggetto di interventi che ne mantengano nel tempo l’efficacia e l’efficienza.

Nell’Allegato II del Regolamento UE 2016/425 (“Regolamento DPI” di cui è stato trattato in questo post), al punto 1.4, tra i requisiti generali delle istruzioni che il fabbricante deve obbligatoriamente fornire, vengono esplicitate proprio le attività di manutenzione.

Nel dettaglio le istruzioni devono comprendere:

  • le istruzioni di magazzinaggio, di impiego, di pulizia, di manutenzione, di revisione e di disinfezione;
  • i prodotti per la pulizia, la manutenzione o la disinfezione consigliati dal fabbricante e le loro modalità di impiego;
  • se del caso, gli accessori che possono essere utilizzati con i DPI e le caratteristiche dei pezzi di ricambio appropriati.

L’art. 78, del D.lgs. 81/2008 stabilisce che i lavoratori debbano provvedere alla cura dei DPI messi a loro disposizione, non apportandovi modifiche di propria iniziativa e segnalando immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione. Inoltre devono essere rispettare dal lavoratore le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI.

Cura e manutenzione dei DPI sono a carico del datore di lavoro

Nel mese di giugno ci sono state due sentenze della Cassazione Civile, Sez. Lav. che hanno ribadito che cura e manutenzione del DPI sono a carico del datore di lavoro.

Nelle sentenze del 26 giugno 2019, n. 17132 e del 21 giugno 2019, n. 16749, i giudici hanno sottolineato che, nel caso in esame, relativo agli “abiti da lavoro” dell’operatore ecologico, questi devono essere soggetti a cura e manutenzione (ovvero al  lavaggio) a carico del datore di lavoro perché sono a tutti gli effetti del DPI:

Scrive la Corte  “la nozione legale di Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) non deve essere intesa come limitata alle attrezzature appositamente create e commercializzate per la protezione di specifici rischi alla salute in base a caratteristiche tecniche certificate, ma, in conformità alla giurisprudenza di legittimità, va riferita a qualsiasi attrezzatura, complemento o accessorio che possa in concreto costituire una barriera protettiva, sia pure ridotta o limitata, rispetto a qualsiasi rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore, […]. Nella medesima ottica il datore di lavoro è tenuto a fornire i suddetti indumenti ai dipendenti e a garantirne l’idoneità a prevenire l’insorgenza e il diffondersi di infezioni provvedendo al relativo lavaggio, che è indispensabile per mantenere gli indumenti in stato di efficienza e che, pertanto, rientra tra le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori che il datore di lavoro è tenuto ad adottare [..] ai sensi degli artt. 15 e ss. del d.lgs. n. 81 del 2008 e s.m.i..”.

manutenzione DPI

Appare pertanto irrinunciabile, per il datore di lavoro, dotarsi di strumenti adeguati per la gestione di questi processi. Un archivio dei DPI e delle regole di utilizzo (ad es. Quali DPI sono obbligatori per l’operatore ecologico?) è facilmente realizzabile con il modulo “Gestione DPI”  di Q-81 HSE WEB APP , modulo che sarà aggiornato e migliorato proprio nella prossima release in uscita in autunno.

Q-81 HSE WEB APP permette, inoltre, la registrazione delle attività di manutenzione sui DPI stessi. Questo consente di tenere copia digitale, ad esempio, attraverso la compilazione di una cheklist, o direttamente della registrazione con il modulo “Gestione manutenzioni” disponibile presto anche in versione responsive. Questi strumenti rendono più facile il controllo delle scadenze e la pianificazione degli interventi manutentivi, riducendo sia le non conformità sia il rischio residuo per gli operatori, che potrebbe scaturire dall’utilizzo di un DPI non sottoposto a manutenzione e cura periodiche o sostituzione a fine vita.

Infine, ma non meno importante, la gestione del processo di Gestione DPI” con Q-81 HSE WEB APP permette alle aziende di non incappare in reati commessi per negligenza nelle manutenzioni di questi dispositivi che, come ricordato dalla Corte nella sentenza sopraccitata, rientrano tra le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori che il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare. Ad esempio, se a causa di queste mancanze si dovessero lesioni colpose gravi o gravissime, esse risulterebbero in  violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro pertanto l’azienda nel risponderebbe anche in ambito D.lgs 231/01.

I tecnici Nord Pas e i PM Q-81 sono a disposizione per supportare i clienti nell’analisi e gestione personalizzata di questo importante processo: contattaci.

Software Q-81 HSE WEB APP

Nasce Hidra srl sb, la prima società benefit del Nord Est. Hidra srl sb avrà lo scopo di accompagnare le imprese verso una crescita sostenibile, attraverso l’utilizzo efficiente delle risorse, in armonia col territorio.

Hidra sb entra a far parte della rete d’impresa iHSEMa – Innovation for Health, Safety & Environment Management, per implementare e sviluppare nuovi servizi a carattere innovativo-tecnologico a favore delle imprese, con un approccio alla pianificazione aziendale che muove dalle 3P: “Profit, People and Planet”.

La nuova società sarà presentata mercoledì 24 luglio alle ore 18.30 al “Podere dell’Angelo”  – Via Fontane 11, Pasiano di Pordenone (PN). Durante la serata, interverrà Luca Causser in rappresentanza di Nord Pas 14000 srl, società capofila della rete iHSEMa: il suo intervento mostrerà i vantaggi di un approccio multidisciplinare alla gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare, le imprese potranno beneficiare dalle competenze del team di Hidra e del team di Nord Pas 14000 per approcciare il cambiamento organizzativo nell’ottica Lean&Safety.

lean safety

sicurezza cantieri salute

Recarsi al lavoro, timbrare il cartellino, mangiare in mensa, sembrano ormai attività destinate a non essere più così routinarie come lo erano un tempo, anzi, la rivoluzione digitale ha già cambiato modalità ed abitudini di lavoro. E ancor di più le ha cambiate il covid-19 e i limiti di mobilità che ci ha imposto. Scopri l’informativa che regola lo SMARTWORKING.

Sempre più persone beneficiano di orari flessibili, spazi in comune, connessioni da remoto, risorse aziendali condivise (es. software, documenti, servizi…). Queste nuove modalità organizzative vanno sotto il nome di smart working, o in italiano, lavoro agile.

In Italia la legge 81/2017 ha introdotto la possibilità di ricorrere al lavoro agile, inteso come combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione anche nell’esecuzione delle attività di lavoro subordinato.

Lo smart working comporta lo svolgimento della prestazione lavorativa in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa.

Tale modalità è vincolata al solo rispetto dei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale e non anche ai vincoli circa la distribuzione oraria giornaliera e il luogo di svolgimento (art. 18 legge n.81/2017). Con questa modalità:

  • da un lato, si soddisfa l’interesse dell’azienda alla riduzione dei costi attraverso una diminuzione degli spazi attrezzati a disposizione dei dipendenti e
  • dall’altra, si soddisfano gli interessi dei lavoratori grazie alla flessibilità spazio temporale che favorisce la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare (work-life balance).

Questo modello organizzativo è sempre più apprezzato anche nel nostro paese: secondo quanto rilevato dal Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano nel 2018 sono stati 480.000 gli smart worker per la maggior parte dipendenti di grandi imprese dove sono state avviate attività strutturate ad hoc.

lavoro agile

Il lavoro agile e il D.lsg 81/08

Poiché il lavoro agile è inteso come un’attività lavorativa resa al di fuori del consueto posto di lavoro, il datore di lavoro (DDL) è obbligato a garantire al lavoratore la tutela della salute e sicurezza ai sensi del D.lgs 81/08 proprio come se il lavoratore si trovasse nei locali aziendali.

Per quanto riguarda le tutele assicurative, richiamate dall’art.23 della legge 81/2017, di fatto, come riporta la circolare INAIL n.48/2017, lo smart worker è tutelato contro gli eventuali infortuni e malattie professionali occorsi sia durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo prescelto secondo l’ordinaria disciplina dei infortuni in itinere, sia per gli eventuali infortuni occorsi durante lo svolgimento della prestazione di lavoro nel luogo concordato come postazione lavorativa “smart”.

Per quanto riguarda gli adempimenti prevenzionistici, l’art. 22 della legge 81/2017 prevede che il DDL consegni al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

Di questa informativa, che deve chiaramente derivare dal documento di valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro previsto dall’art. 17 del D.lgs 81/08, la Presidenza del Consiglio dei ministri, con la direttiva n. 3/2017, ha emanato alcune linee guida in materia.

In particolare, secondo queste indicazioni, il DL deve provvedere agli obblighi elencati di seguito:

  • Consegnare al lavoratore e al RLS l’informativa sui rischi e sulle misure da adottare.
  • Fornire adeguata formazione periodica in merito ai requisiti di SSL in ambiente indoor e outdoor se non ricompresi in quella prevista dal d.lgs. 81/2008.
  • Assicurare che gli strumenti/dispositivi (eventualmente forniti) siano conformi normativamente a standard tecnici.
  • Assicurare che le attrezzature di lavoro/apparecchiature (eventualmente forniti) siano conformi al Titolo III del d.lgs. 81/2008 nonché alle disposizioni delle direttive di prodotto.
  • Effettuare idonea manutenzione delle attrezzature/apparecchiature/strumenti (eventualmente forniti) e somministrare adeguata formazione e informazione sul loro utilizzo.
  • Prediligere le apparecchiature elettriche/elettroniche (eventualmente fornite) a doppio isolamento.
  • Attuare le misure di tutela previste dall’art. 15 del d.lgs. 81/2008 anche nel caso in cui non fornisca strumenti/attrezzature e dispositivi.

Le linee guida forniscono, inoltre, indicazioni sui principali contenuti da sviluppare nell’informativa stessa per la prestazione di attività svolta in ambiente indoor o outdoor come riportato di seguito:

Ambiente indoorAmbiente outdoor
AntincendioPericolo di esposizione diretta a radiazione solare e prolungata e a condizioni meteoclimatiche sfavorevoli
Requisiti igienici dei locali.

 

Limitazioni e accorgimenti da adottare in luoghi isolati o in cui sia difficoltoso richiedere e ricevere soccorso.
Istruzioni d’uso strumenti/dispositivi attrezzature/ apparecchiature e comportamenti da tenere in casi di malfunzionamento.Pericoli connessi alla presenza di animali, vegetazione in stato di degrado ambientale, presenza di rifiuti, ecc.
Requisiti minimi di impianti di alimentazione elettrica e corretto utilizzo dell’impianto elettrico.Pericoli connessi alla presenza di sostanze combustibili o infiammabili e sorgenti di ignizione
Ergonomia, postazione VDT e uso di dispositivi portatili, computer, tablet, ecc.Pericoli connessi ad aree in cui non ci sia la possibilità di approvvigionamento di acqua potabile.

 

L’informativa sui rischi nelle attività svolte in smart working

Come approfonditamente illustrato da Lorenzo Fantini nel suo articolo “Salute e sicurezza sul lavoro, telelavoro e smart working “ (pubblicato su dottrinalavoro.it) la linea guida ministeriale sopraccitata tiene conto, “non tanto dei rischi “specifici” del lavoro fuori dai locali dell’azienda ma di quelli “tipici” normalmente connessi allo svolgimento della prestazione “in esterno” (es.: rischio elettrico, conformità di attrezzature informatiche fornite dall’azienda e loro regolare manutenzione, formazione e informazione sui rischi legati ai rischi normalmente connessi a quelle lavorazioni). Questa è la soluzione applicata da sempre dalle aziende in materia di smart working, [..] l’unica praticamente realizzabile, non essendo in alcun modo possibile ipotizzare una valutazione dei rischi che tenga conto in modo specifico e puntuale delle caratteristiche dei luoghi di lavoro (scelti, va ricordato, dal lavoratore) in cui si svolgerà la prestazione lavorativa del dipendente fuori dai locali dell’azienda.” .

Le indicazioni del Ministero sono, quindi, in parziale disaccordo con il D.lsg 81/08, ma in accordo con la prassi operativa più diffusa e ragionevolmente applicabile a queste nuove forme di lavoro.

I tecnici Nord Pas sono a disposizione per valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, compresi quelli che svolgono attività di smart working e supportare il datore di lavoro nella predisposizione dell’informativa di cui all’art.22 della legge 81/2017. Inoltre, attraverso l’utilizzo di Q-81 HSE WEB APP, e in particolare del modulo “Distribuzione Checklist” è possibile somministrare ai lavoratori che non si trovano presso la sede aziendale questionari ed interviste strutturate potenzialmente utili per la redazione dell’informativa stessa.

Lavoro agile con Q-81 HSE WEB APP

L’adozione in azienda di Q-81 HSE WEB APP può facilitare la possibilità per i lavoratori delle aziende di lavorare in modalità agile. Infatti Q-81 è un software web e pertanto accessibile da qualsiasi dispositivo via browser. Inoltre, le severe politiche di privacy e data security consentono un utilizzo sicuro di questo software da parte di utenti che possono essere dislocati nel luogo di lavoro a loro più comodo.

Proprio grazie a questa caratteristiche, Q-81 HSE WEB APP è utilizzato da utenti che lavorano, anche in modalità smart, all’interno della struttura di Banca Credem. Nella pagina dedicata ulteriori dettagli su questo progetto Q-81.

L’App M.A.Ma favorisce ulteriormente questa operatività agile poiché consente agli HSQP Manager di svolgere le proprie attività ovunque senza il vincolo della rete, essendo disponibile anche offline.

Contattaci per ulteriori approfondimenti a questo link.

sicurezza cantieri salute

E’ stato pubblicato il 01 luglio dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), un rapporto di ricerca sul tema dell’impatto dello stress da calore sulla produttività e il lavoro dignitoso. Il documento affronta in maniera dettagliata gli effetti dell’aumento della temperatura globale (il cosiddetto global warming) sul mercato del lavoro sia in termini di salute e sicurezza sia in termini economici.global warming

Le proiezioni basate su un aumento della temperatura globale di 1,5 ° C entro la fine di questo secolo suggeriscono che nel 2030, il 2,2% del totale delle ore di lavoro in tutto il mondo andrà perso a causa di temperature più elevate, una perdita equivalente a 80 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. Questo è equivalente alle perdite economiche globali di $ 2.400 miliardi di dollari. Inoltre, il rapporto avverte che si tratta di una stima prudente perché presuppone che l’aumento della temperatura media globale non supererà 1,5 ° C. Assume, inoltre, che il lavoro in agricoltura e nell’edilizia – due dei settori più colpiti dallo stress da calore – avvenga all’ombra.

Il rischio stress termico

L’articolo 17 del Decreto Legislativo 81/08 impone che al datore di lavoro la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del Documento di valutazione dei rischi che deve riguardare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari…” così come previsto dall’articolo 28.

Anche lo stress termico deve essere riconosciuto tra questi rischi: esso si riferisce a calore superiore a quello che il corpo può tollerare senza subire menomazioni fisiologiche. Nel caso di temperature positive, lo stress termico si verifica quando la colonnina di mercurio supera i 35 ° C, in alta umidità. L’eccesso di calore durante il lavoro è un rischio per la salute sul lavoro poiché limita le funzioni e le capacità fisiche dei lavoratori, la capacità di lavoro e, conseguentemente anche la produttività. In casi estremi può portare al colpo di calore, che può essere fatale.

Secondo il rapporto ILO, il settore che dovrebbe essere maggiormente colpito, a livello globale, è l’agricoltura che vedrà perdere il 60% delle ore di lavoro globali a causa dello stress da calore entro il 2030. Anche il settore delle costruzioni subirà un forte impatto, con il 19% stimato delle ore di lavoro globali perse entro la stessa data. Altri settori particolarmente a rischio sono beni e servizi ambientali, raccolta rifiuti, emergenza, lavori di riparazione, trasporti, turismo, sport e alcune forme di lavoro industriale.

Come affrontare questo rischio

L’impatto dello stress da calore sulla produttività del lavoro è una seria conseguenza dei cambiamenti climatici, che si aggiunge ad altri impatti negativi come il cambiamento dei modelli di pioggia, l’innalzamento del livello del mare e la perdita di biodiversità“, ha detto Catherine Saget, Capo Unità del Dipartimento di Ricerca dell’ILO e uno dei principali autori del rapporto sopraccitato. “Oltre ai massicci costi economici dello stress da calore, possiamo aspettarci di vedere più disuguaglianze tra paesi a basso e alto reddito e peggioramento delle condizioni di lavoro per i più vulnerabili, così come lo spostamento di persone. Per adattarsi a questa nuova realtà sono urgentemente necessarie misure appropriate da parte di governi, datori di lavoro e lavoratori, incentrate sulla protezione dei più vulnerabili.”

La relazione richiede maggiori sforzi per progettare, finanziare e attuare politiche nazionali per affrontare i rischi di stress da calore e proteggere i lavoratori. Questi includono infrastrutture adeguate e sistemi di allarme rapido migliorati per gli eventi di calore e una migliore attuazione delle norme internazionali sul lavoro, come nel campo della sicurezza e della salute sul lavoro, per aiutare a progettare politiche per affrontare i rischi legati al calore.

I datori di lavoro e i lavoratori sono nella posizione migliore per valutare i rischi e intraprendere azioni appropriate sul posto di lavoro in modo che i lavoratori possano far fronte alle alte temperature e continuare a svolgere il proprio lavoro. Il dialogo sociale può svolgere un ruolo cruciale nel raggiungimento del consenso sui metodi di lavoro interni ed esterni, adattando orari di lavoro, codici di abbigliamento e attrezzature, utilizzo di nuove tecnologie, ombra e pause di riposo.

Un esempio virtuoso nel pordenonese

Tutte le indicazioni sopraddette sono state già messe in campo nel territorio dove Nord Pas ha sede. In particolare è stato siglato proprio in questi giorni dall’ Unione degli Industriali e C.G.I.L., C.I.S.L e U.I.L. un Accordo Territoriale che indica alle Imprese del territorio delle linee guida per attenuare i disagi conseguenti alla calura, per i lavoratori.  L’Accordo, come indicato nel sito di Unindustria Pordenone, “Si pone come primo esempio di intesa sindacale territoriale che assume la consapevolezza del cambiamento climatico e delle particolari repentine situazioni che si possono creare anche in periodi considerati comunemente “fuori stagione” e della conseguente necessità di un approccio sistematico al problema“.

Di centrale importanza sono tutti gli attori della sicurezza in azienda: il Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale che deve supportare il datore di lavoro nell’effettuare una valutazione sulle variazioni del microclima e il Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza  che si occuperà di collaborare alla valutazione e cooperare alle misure di prevenzione e protezione. Tutte queste figure posso eseguire audit specifici per rilevare le condizioni di lavoro dei lavoratori ed utilizzare l’App M.A.Ma per raccogliere direttamente i dati sul campo e mostrarli alla direzione sottoforma di grafici e report con il modulo di “Audit e Checklist” di Q-81 HSE WEB APP.

L’Accordo esemplifica alcune delle misure che potranno essere messe in campo per contrastare i disagi derivati dalla calura:

  • la distribuzione gratuita, o a prezzo controllato,  di bottigliette d’acqua dai distributori automatici
  • l’erogazione d’acqua dai sistemi di somministrazione automatica
  • la messa disposizione di frutta e/o integratori tramite fornitura da parte di addetti aziendali (es. capi-turno)
  • l’installazione di grandi sistemi portatili di abbattimento di temperature
  • l’assegnazione di ventilatori in prossimità delle postazioni di lavoro per aumentare il giro d’aria
  • la determinazione, tramite accordo aziendale, tenuto conto della tipologia delle attività e delle compatibilità tecnico organizzative, di pause aggiuntive.

rischio caldo colpo di calore

Un paragrafo in particolare è dedicato alle misure di formazione e informazione. Le imprese potranno emanare indicazioni di comportamento (vestiario, alimentazione, bevande…) di natura specifica da osservare durante l’orario di lavoro e/o di adozione generale, durante le giornate particolarmente calde coerenti con l’obiettivo di creare condizioni soggettive di maggior capacità di reazione alla particolare condizione climatica. Uno strumento efficace per diffondere queste buone prassi possono certamente essere le Multi Media Procedure (M.M.Pro) poiché sono uno strumento comunicativo innovativo ed efficace.

sicurezza cantieri salute

In una news precedente si sono analizzate i punt importanti da tenere a mente quando si utilizzano le scale portatili.

Come già sottolineato nell’approfondimento, c’è la tendenza a sottovalutare i rischi che comporta l’utilizzo delle scale portatili. La modalità di accadimento “caduta dall’alto durante l’uso di scale portatili” causa lesioni gravi nel 30-40% dei casi (e morte nel 3%).

cheklist audit

La Regione Lombardia ha deliberato l’adozione di un Piano Triennale Straordinario “Scale” (ex dgr n. XI/164/2018) in forza del quale l’ATS Brianza ha attivato un Piano Mirato di PrevenzioneScale portatili – campagna di promozione della sicurezza per il corretto utilizzo delle scale” rivolto a un campione di aziende estratte per comparto di attività lavorativa.

Nell’ambito di questo piano, sono stati elaborati dei documenti utili per l’autovalutazione (scheda di autovalutazione) e la formazione/informazione su questo tema (qui il sito istituzionale).

Gli utenti dell’applicazione M.A.Ma possono facilmente trasferire la scheda di autovalutazione in una checklist da compilare direttamente sul campo per valutare la rispondenza delle scale in azienda ai requisiti di conformità della norma e definire misure di miglioramento. I tecnici Nord Pas sono a disposizione per supportare le aziende in queste analisi e per formare i lavoratori, anche con strumenti innovativi come le Multi Media Procedure (M.M.Pro), sul corretto utilizzo di queste attrezzature di lavoro.