HQSE manager norma ISO

Il 1° ottobre 2019, la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la Legge di delegazione europea con cui si affida al Governo il recepimento della Direttiva UE 1371/2001 in materia di protezione degli interessi finanziari dell’Unione (la cosiddetta Direttiva PIF).

Tale provvedimento legislativo nasce dall’esigenza di tutelare le risorse economiche della Comunità Europea attraverso la prevenzione e la sanzione delle condotte lesive degli interessi collettivi; tale scopo può essere raggiunto solamente attraverso un’armonizzazione delle normative nazionali.

In Italia il recepimento di questa Direttiva ha interesse soprattutto nell’ambito del D.lgs 231/2001, in quanto è previsto l’ingresso della frode IVA nell’elenco dei reati presupposto per la responsabilità amministrativa degli enti.

Quali sono i principali contenuti della direttiva PIF?

La Direttiva (UE) 2017/1371, approvata dal Parlamento europeo il 5 luglio 2017 e recante “Norme minime riguardo alla definizione di reati e di sanzioni in materia di lotta contro la frode e altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell’Unione” (c.d. Direttiva PIF, i.e. Protezione degli Interessi Finanziari), ha come scopo quello di definire un sistema rafforzato di misure a protezione delle risorse finanziarie comunitarie.

Consiglio di amministrazione modello organizzativo 231

 

All’art. 6 della citata Direttiva, viene richiesto agli Stati Membri di definire norme idonee a punire con sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive” i casi di frode fiscale posta in essere “a loro vantaggio da qualsiasi soggetto, a titolo individuale o in quanto membro di un organo della persona giuridica, e che detenga una posizione preminente in seno alla persona giuridica basata:

      1. a) sul potere di rappresentanza della persona giuridica;
      2. b) sul potere di adottare decisioni per conto della persona giuridica; oppure
      3. c) sull’autorità di esercitare un controllo in seno alla persona giuridica”.

Tra i “Sistemi fraudolenti transfrontalieri” sanzionati sono ricomprese tre specie di condotte illecite:

      • la presentazione o uso di dichiarazioni o documenti non esatti, non completi ovvero falsi relativamente alla componente IVA dal cui vizio discende l’erosione di risorse del bilancio dell’Unione;
      • la mancata comunicazione di informazioni relativamente all’IVA in violazione di uno specifico obbligo dalla cui omissione si produce un danno al bilancio dell’Unione;
      • la presentazione di dichiarazioni IVA volte a dissimulare il mancato pagamento o la costituzione illecita di diritti a rimborsi IVA.

Queste fattispecie sono state sinteticamente identificate come “Frodi IVA”.

Tuttavia è bene sottolineare che la Direttiva PIF prevede la sanzione delle condotte che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea, solo qualora sussistano due condizioni:

      • la condotta deve presentare una connessione con due o più Stati membri dell’UE;
      • la condotta deve portare a cagionare un danno finanziario complessivo per l’UE di almeno € 10.000.000,00 (frode “grave”).

L’art. 9 della Direttiva PIF richiede, infine, l’adozione di misure necessarie affinché il soggetto giuridico riconosciuto responsabile di una violazione verso gli interessi finanziari dell’Unione Europea venga ad essere sottoposto a sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

Tra queste, oltre quelle pecuniarie, sono previste misure interdittive quali: “a) l’esclusione dal godimento di un beneficio o di un aiuto pubblico; b) l’esclusione temporanea o permanente dalle procedure di gara pubblica; c) l’interdizione temporanea o permanente di esercitare un’attività commerciale; d) l’assoggettamento a sorveglianza giudiziaria; e) provvedimenti giudiziari di scioglimento; f) la chiusura temporanea o permanente degli stabilimenti che sono stati usati per commettere il reato”.

Il legislatore italiano, ad oggi, ha solamente approvato la Legge di delegazione dando al Governo il compito di recepire le misure previste Direttiva PIF: in questo senso dovrà essere aggiornato il novero dei “reati 231” e le corrispettive sanzioni, adeguandole a quelle previste al legislatore europeo.

Secondo dati forniti dalla guardia di finanza per l’anno 2017 in Italia i soggetti denunciati per reati tributari sono stati 11.103. La portata della modifica legislativa potrebbe portare all’apertura di altrettanti fascicoli in ambito decreto legislativo 231/2001 dal momento che, molte delle denunce sopraddette, hanno coinvolto soggetti che rivestono ruoli in società grandi, medie o piccole.

Sanzioni amministrative, sistemi di gestione

Come aggiornare il proprio MOGC 231 alla Direttiva PIF?

Come spiegato nel paragrafo precedente, l’ordinamento italiano non ha ancora recepito la Direttiva PIF tuttavia, come esposto, è già noto che tale azione comporterà l’incremento dei reati presupposto ex D.Lgs. 231/2001.

Per questa ragione è bene che i soggetti giuridici, che in passato che hanno adottato il proprio Modello Organizzativo di Gestione e Controllo ex D.lgs 8 giugno 2001, n. 231 (MOGC), inizino a valutarne l’adeguamento identificando i rischi fiscali connessi alla propria attività e predisponendo adeguati sistemi di gestione volti a minimizzare, se non azzerare, tutte quelle situazioni che potrebbero condurre alla condotta fraudolenta.

Infatti, la mappatura dei potenziali illeciti amministrativi è il primo passo per una corretta implementazione di un MOGC ed è un servizio che Nord Pas ha già erogato per aziende di differenti settori e dimensioni. Questa analisi preliminare è necessaria ad individuare quali siano, in funzione della realtà valutata, i potenziali illeciti amministrativi/condotte in cui l’Ente (Società/Impresa/Organizzazione anche priva di fini di lucro) potrebbe incappare.

A seguito del completo recepimento delle Direttiva PIF, la mappatura dovrà essere aggiornata comprendendo le frodi IVA di cui:

      • la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, ex art. 2 D.Lgs. 74/2000;
      • la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, ex art. 3 D.Lgs. 74/2000;
      • la dichiarazione infedele, ex art. 4 D.Lgs. 74/2000;
      • l’omessa dichiarazione, ex art. 5 D.Lgs. 74/2000;
      • l’omesso versamento di IVA, ex art. 10 ter D. Lgs. 74/2000.

Nord Pas con il supporto di collaboratori qualificati, è già in grado di supportare le aziende che intendono adeguare il proprio MOGC 231 e può ricoprire il ruolo di membro dell’Organismo di Vigilanza (ODV), come già approfondito in un precedente articolo, avendo competenze multidisciplinari, comprendenti anche le tematiche giuridiche.

Infine, per tutto quanto sopraddetto, appare cruciale per l’Ente, dotarsi di un sistema per mettere sotto controllo e gestire correttamente il processo tributario aziendale e le condotte dei propri lavoratori in esso coinvolti. Lo strumento software ideale per informatizzare questo processo è Q-81 HSE WEB APP.

 

Software Q-81 HSE WEB APP

Da questa settimana l’App M.A.Ma è disponibile sui principali store online: Google Play, App Store e Microsoft Store. L’applicazione può essere scaricata direttamente dallo store preferito: per il suo funzionamento è necessaria la configurazione della connessione con Q-81 HSE WEB APP.

software 81 mama per google play store

software 81 mama per microsoft store

Mobile Auditing Management (M.A.Ma.) è la App della famiglia Q-81 HSE WEB APP per effettuare audit attraverso l’utilizzo di semplici checklist configurabili dall’utente. Nord Pas ha sviluppato questa applicazione partendo dall’esigenza iniziale di avere un sistema semplice e sempre disponibile per registrare i risultati dei sopralluoghi che gli HSE Manager eseguono nello svolgimento delle loro attività. Ne è nata un’App per qualsiasi dispositivo portatile (smartphone, tablet, pad, ecc.), che permette la registrazione di qualsiasi tipo di checklist ed è quindi adatta a chiunque si trovi ad utilizzare questo strumento di riscontro nelle proprie attività (RSPP, ODV, Auditor di qualsiasi ambito, Formatori…).

Lo scopo di M.A.Ma è quello di mettere a disposizione dell’utente delle checklist che, una volta intrapreso il sopralluogo, l’utente potrà compilare fornendo:

  • risposte (checkbox, testo, lista..)
  • immagini (foto e video)
  • documenti
  • note.

cheklist audit

Tutti questi dati sono registrati nell’applicazione, che può essere utilizzata anche off-line, e successivamente inviati a Q-81 HSE WEB APP così che possano essere  disponibili per la comparazione con checklist dello stesso modello, compilate in tempi, in luoghi (o altre anagrafiche) o da persone differenti.

Infine tutte le informazioni, registrate con M.A.Ma , possono essere stampate e rese disponibili alla direzione, al fornitore, al cliente etc. per consentirgli l’immediata visualizzazione dei risultati del sopralluogo attraverso punteggi e risposte colorate (es. rosso-verde), personalizzabili dall’utente.

M.A.Ma. è lo strumento indispensabile per il moderno RSPP e HSEQ Manager, poiché permette di abbattere drasticamente i tempi per la produzione di report dettagliati e perchè consente di archiviare tutti i dati per confrontare agevolmente i sopralluoghi attuali con quelli passati.

I PM Q-81 sono a completa disposizione per supportare i clienti nell’introduzione di M.A.Ma come essenziale strumento di lavoro di tutta l’azienda / studio professionale.

sicurezza cantieri salute

Ieri 21 ottobre, l’EU-OSHA, insieme ai suoi partner, ha dato avvio alla Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro. Quest’anno il tema sarà la promozione di una gestione partecipativa e attiva della sicurezza delle sostanze pericolose.

I lavoratori sono esposti a sostanze pericolose in molti ambienti di lavoro europei. Tali esposizioni sono più comuni di quanto la maggior parte delle persone pensi e, di fatto, possono verificarsi in quasi tutti gli ambienti di lavoro. Ciò comporta importanti preoccupazioni per la sicurezza e la salute.

sostanze pericolose EU-OSHA

Una sostanza pericolosa è qualunque solido, liquido o gas che ha le potenzialità di causare danni alla sicurezza o alla salute dei lavoratori. L’esposizione può avvenire per inalazione, penetrazione cutanea o ingestione.

Le esposizioni a sostanze pericolose nell’ambiente di lavoro sono collegate a problemi che hanno effetti acuti e a lungo termine sulla salute, tra cui:

  • malattie respiratorie (ad esempio asma, rinite, asbestosi e silicosi),
  • danno agli organi interni, compresi il cervello e il sistema nervoso,
  • irritazione cutanea e malattie della pelle,
  • tumori occupazionali (ad esempio leucemia, cancro ai polmoni, mesotelioma e cancro della cavità nasale).

Inoltre, la presenza di sostanze pericolose può mettere i lavoratori a rischio di incendio, esplosione, intossicazione acuta e soffocamento. La seconda indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti dell’EU-OSHA rivela che le sostanze pericolose sono frequenti soprattutto in alcuni settori, come l’agricoltura, la produzione e l’edilizia.

Tuttavia, i lavoratori di ogni settore sono potenzialmente a rischio di esposizione alle sostanze pericolose. In effetti, nel complesso, il 38 % delle aziende europee segnala la presenza di sostanze chimiche o biologiche potenzialmente pericolose nei propri ambienti di lavoro. Pertanto, è fondamentale che i rischi siano individuati e gestiti.

Cosa deve fare il datore di lavoro?

Il D.lgs 81/08 prevede all’art. 17  l’obbligo per il datore di lavoro di valutare tutti i rischi  e, conseguentemente produrre e mantenere aggiornato il Documento di valutazione dei rischi. I rischi posti dalle sostanze pericolose sono spesso complessi e nella loro individuazione vanno considerati molti fattori: per questa ragione è necessario il coinvolgimento di tutti gli attori della sicurezza (RLS, SPP, Medico competente, consulenti specializzati), al fine di definire misure di prevenzione e protezione e miglioramento atte a ridurre e gestire il rischio di esposizione alle sostanze pericolose.

Un’attività importante deve essere quella di sensibilizzare, informare e formare tutti i lavoratori sui rischi legati all’utilizzo delle sostanze pericolose. Uno strumento come le M.M.Pro.  – Multi Media Procedure HSE consente il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei lavoratori. Le M.M.Pro. HSE sono state utilizzate da un’azienda del settore chimico proprio per illustrare ai lavoratori come attrezzare e pulire macchinari che spalmano preparati siliconici: maggiori informazioni in questo articolo.

I tecnici Nord Pas sono a disposizione per supportare il datore di lavoro nella valutazione dei rischi e per formare i lavoratori sul tema delle sostanze pericolose.

sicurezza cantieri salute

In tutto il mondo, si stima che 11 milioni di lavoratori abbiano un titolo professionale di saldatore e circa altri 110 milioni di lavoratori probabilmente subiscono esposizioni legate alla saldatura (IARC 118, 2018). In letteratura si intendono per “fumi di saldaturatutte le emissioni che si producono per vaporizzazione dei metalli e per decomposizione e diffusione nell’aria dei materiali fusi.

Recentemente lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha aggiornato la classificazione di queste emissioni da Gruppo 2B “possibili cancerogeni per l’uomo” (IARC 49, 1990) a Gruppo 1 “cancerogeni per l’uomo” (IARC 118, 2018).

In questo articolo, partendo dalla più recente letteratura, si analizzano quali sono le conseguenze per la salute e sicurezza dei saldatori e quali sono gli adempimenti per il datore di lavoro.

 

Cosa sono i fumi di saldatura?

I fumi di saldatura sono una delle componenti che si liberano nella operazioni di saldatura, insieme a polveri, gas e vapori. Complessivamente, secondo quanto indicato Factsheet SUVA dell’aprile 2013 “Rischi sanitari della saldatura”, nei fumi e nei gas si trovano circa 40 sostanze chimiche a seconda della tecnologia e dei materiali utilizzati per questo processo.

Saldatore cancro fumi saldatura acciaio

Le sostanze nocive originate dallo stesso materiale lavorato che permane nell’aria in forma di particelle metalliche o derivati del metallo (per esempio ossidi), materiali d’apporto (elettrodi, elettrodi a bacchetta, piombo, polvere per saldatura, ecc.) oppure queste vengono asportate dalla ricopertura come lacche o rivestimenti metallici o detergenti. Inoltre devono essere considerati anche i materiali di consumo (gas combustibili, gas protettivi, fondenti ecc.).

La principale fonte dei fumi di saldatura è rappresentata dagli “elementi consumabili” (elettrodi) utilizzati e dalle superfici sottoposte a saldatura. La composizione dei fumi riflette quindi soprattutto la composizione dell’ “elemento consumabile” utilizzato, ma occorre anche considerare ossidazioni, dissociazioni e altre reazioni chimiche che possono avvenire nelle immediate vicinanze dell’arco creato per la saldatura. Il fumo si forma da un lato con la condensazione e l’ossidazione dei metalli nella fase di vapore, e dall’altro in seguito a una combustione incompleta di materiali organici come il materiale d’apporto o il rivestimento.

Quali sono i rischi connessi ai fumi di saldatura?

L’attività di saldatura può comportare esposizioni a fumi, gas, radiazioni ultraviolette e campi elettromagnetici e co-esposizioni ad amianto e solventi. L’entità e il tipo di esposizione possono dipendere dal processo utilizzato, dal materiale saldato, dalla ventilazione, dal grado di protezione e dall’uso della protezione personale.

Come indicato nella Factsheet SUVA sopra citata, gli effetti sulla salute del lavoro di saldatura tradizionale possono essere acuti e cronici.

I principali effetti respiratori acuti sono la febbre da fumi metallici e il decremento della funzione respiratoria durante il turno di lavoro. Il calore, l’elettricità e le radiazioni UV possono provocare lesioni cutanee e oculari.

Gli effetti cronici sull’apparato respiratorio comprendono la bronchite cronica, la siderosi (una forma di fibrosi polmonare), l’asma ed una maggior frequenza, durata e gravità della infezioni respiratorie.

Ulteriori effetti sulla salute possono derivare dall’attività di saldatura per la presenza rischi fisici (es. rumore e vibrazioni) e rischi legati alla postura.

Il rischio cancerogeno dei fumi di saldatura

L’effetto cronico più rilevante causato dai fumi di saldatura è il possibile incremento dell’incidenza di cancro.

Prima della pubblicazione IARC (IARC Monograph 118) era stato ipotizzato che il rischio cancerogeno fosse circoscritto alla sola saldatura di acciaio inossidabile per il contenuto in cromo e nickel, noti cancerogeni polmonari.

Con la IARC Monograph 118 del 2018, aggiornamento della precedente IARC Monograph 1990, i ricercatori hanno analizzato la letteratura medica esistente e hanno concluso che esistono prove sufficienti della carcinogenicità dei fumi di saldatura. Essi causano cancro polmonare e una correlazione positiva si registra anche per il tumore al rene.

Le stesse conclusioni accompagnano anche le radiazioni ultraviolette emesse nel processo di saldatura, già di per sè classe 1 (IARC Monograph 100D) poiché sono la causa di melanoma oculare.

Cosa deve fare il datore di lavoro?

Il punto di inizio di qualsiasi azione che deve essere intrapresa dal datore di lavoro è la valutazione dei rischi. Le aziende che al loro interno effettuano attività di saldatura (es. aziende metalmeccaniche, aziende di manutenzione…) devono valutare attentamente i rischi che queste operazioni comportano inoltre, con il coinvolgimento di tutti gli attori della sicurezza (RLS, SPP, Medico competente, consulenti specializzati), devono definire misure di prevenzione e protezione e miglioramento atte a ridurre e gestire il rischio di esposizione ai fumi di saldatura.

Saldatura casco soffiante per aspirazione fumi saldatura

Le azioni preventive consigliate riguardano aspetti quali:

      • adottare tecnologie produttive in grado, a parità di risultato produttivo, di ridurre il rischio derivante dall’uso per l’operatore (es. aspiratore fumi saldatura);
      • aumentare la percezione del rischio da parte degli operatori attraverso formazione e informazione (ad es. con modalità innovative come le M.M.Pro.);
      • affinare la scelta da parte dell’azienda e, allo stesso tempo, monitorare l’uso adeguato dei DPI da parte del lavoratore (es. caschi soffianti);
      • valutare il monitoraggio della popolazione lavorativa mediante sorveglianza sanitaria;
      • eseguire indagini ambientali nell’ambiente di lavoro.

A seguito dell’attribuzione al Gruppo 1 dei fumi di saldatura deve essere aumentata l’attenzione delle aziende su questo rischio: Nord Pas è a disposizione per supportarle in questo processo.

sicurezza cantieri salute

Una modalità innovativa per la formazione dei lavoratori: le Multi Media Procedure HSE.

    1. Cosa sono le Multi Media Procedure HSE?
    2. Perché utilizzare le Multi Media Procedure HSE?
    3. Come si realizzano le Multi Media Procedure HSE?
    4. Come impiegare le Multi Media Procedure HSE?
    5. Un esempio di applicazione
    6. Big Pad a condizioni agevolate

Cosa sono le Multi Media Procedure HSE?

Le Multi Media Procedure – M.M.Pro. sono una modalità innovativa per l’informazione e la formazione dei lavoratori in materia di prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e della tutela dell’ambiente. Si tratta di uno strumento che consente di digitalizzare le procedure aziendali permettendo così di passare dalla carta ad un supporto multimediale, agevolando il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei lavoratori su tematiche di fondamentale importanza per ogni organizzazione.

Le M.M.Pro. sono videoclip che illustrano in modo personalizzato e dettagliato le procedure aziendali relative a qualsiasi ambito aziendale. Ad esempio, nel caso della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il video, della durata di qualche minuto, può mostrare al lavoratore come svolgere in sicurezza un’operazione specifica e, con l’ausilio della grafica e dell’audio, sottolineare i rischi presenti e le misure di prevenzione e protezione, oltre che i dispositivi di prevenzione e protezione DPI, che permettono di ridurli.

Le M.M.Pro. sono un supporto multimediale che incontra le nuove esigenze espresse con le più recenti edizioni delle ISO 9001, 14001 e 45001, in materia di qualità, ambiente e sicurezza (nuovo modello HLS – High Level Structure). All’interno dei nuovi Standard citati, viene dato particolare risalto all’aspetto comunicativo e viene consentita l’assenza di procedure scritte, se sono comunque presenti informazioni registrate, come possono essere, ad esempio, le M.M.Pro. HSE.

Perché utilizzare le Multi Media Procedure HSE?

Utilizzare uno strumento innovativo come le M.M.Pro. consente all’azienda di ottenere diversi vantaggi.

  • Coinvolgere direttamente le figure della sicurezza (preposti e lavoratori) nella realizzazione delle M.M.Pro. permette l’acquisizione di maggior consapevolezza e partecipazione nella gestione della sicurezza e della tutela dell’ambiente, all’interno ed all’esterno dell’azienda.
  • Il lavoratore diventa protagonista della comunicazione e aumenta il proprio senso di responsabilità per le attività che svolge e il senso di appartenenza all’azienda;
  • Visualizzare la procedura eseguita nel proprio contesto lavorativo e attraverso il lavoro dei propri colleghi, rende il messaggio comunicativo più efficace ed immediato;
  • I lavoratori possono avere a disposizione le procedure direttamente sul luogo di lavoro pertanto possono visualizzare immediatamente il comportamento corretto da attuare;
  • Il servizio è scalabile e cucito su misura in base alle esigenze aziendali: ogni organizzazione può scegliere quali procedure trasformare in M.M.Pro a seconda degli obiettivi.

Come si realizzano le Multi Media Procedure HSE?

La realizzazione delle Multi Media Procedure – M.M.Pro. avviene attraverso un percorso condiviso fra il team di NORD PAS e quello del Cliente.

N.FaseDescrizione
1Definizione degli obiettivi, del team di lavoro e dei destinatari del progetto comunicativoPrevede la definizione degli obiettivi che l’azienda intende raggiungere con questo intervento, ad esempio, “ridurre gli infortuni che accadono in un determinato reparto e/o attrezzatura di lavoro”, “diminuire i near miss che coinvolgono certe mansioni”. Così facendo si potranno indentificare quali procedure aziendali personalizzare come M.M.Pro., e in quale modo l’azienda vorrà disporne (es. piattaforme web, e-learning, dispositivi bordo macchina, smartphone, tablet, altro)
2Analisi della procedura aziendalePrevede che la procedura cartacea venga analizzata in ogni sua parte dai tecnici Nord Pas con la collaborazione dell’RSPP, o dell’HSE manager dell’azienda, e di conseguenza tradotta in un flusso.
3Realizzazione storyboard e contenuti multimedialiSulla base dell’analisi precedentemente svolta, viene costruito lo storyboard che rappresenterà la struttura del video. In questa fase vengono eseguiti sopralluoghi e interviste con il personale, per entrare nel dettaglio delle singole operazioni e valutare quali supporti multimediali predisporre (es. infografiche, animazioni, test…).
4Preparazione dell’ambiente, riprese video, interviste e fotoRappresenta la fase operativa dove i tecnici e gli operatori video riprendono le operazioni concordate e raccolgono tutti i contenuti multimediali necessari.
5Approvazione, montaggio, consegnaIl filmato realizzato viene sottoposto all’azienda per approvazione e confezionato sulla base dell’utilizzo che il cliente desidera farne.

Esempio di storyboard

Come impiegare le Multi Media Procedure HSE?

Il clip video realizzato può essere utilizzato per diverse finalità e con molteplici strumenti. Le M.M.Pro HSE possono esser utilizzate per:

  • Informazione, formazione ed addestramento del personale
  • Supporto a lezioni in e-learning
  • Informazioni di sicurezza a persone in visita all’azienda
  • Questionari per la verifica dell’efficacia della formazione.

Gli strumenti utilizzati per la diffusione delle M.M.Pro possono essere, ad esempio:

  • piattaforme web – intranet aziendali;
  • software gestionali dedicati;
  • piattaforme e-learning SCORM;
  • strumenti mobile quali tablet e smartphone;
  • pad o big pad posti in luoghi comuni dell’azienda oppure a bordo macchina.

Un esempio di applicazione

I casi di successo nell’applicazione delle M.M.Pro. HSE sono diversi in svariati settori produttivi.

Recentemente, il progetto per la realizzazione di diverse M.M.Pro. è stato realizzato presso un’importante realtà industriale del settore chimico della provincia di Treviso che produce film siliconati e/o trattati per applicazioni speciali.

Obbiettivo dell’azienda era la sensibilizzazione dei lavoratori in relazione agli impianti oggetto di recenti infortuni, verificatisi a causa di comportamenti imprudenti.

Le M.M.Pro. sono state confezionate ad hoc partendo dalle procedure aziendali riguardanti le seguenti operazioni:

  • Cambio del cilindro gommato nella cabina di spalmatura delle siliconatrici;
  • Cambio del senso di avvolgitura delle siliconatrici;
  • Trasporto delle bobine dalla linea di spalmatura all’area di confezionamento e l’imballaggio delle bobine stesse;
  • Preparazione manuale dei siliconi;
  • Pulizia del gruppo di spalmatura nella cabina delle siliconatrici.

Le M.M.Pro. sono state rese disponibili al RSPP per la formazione frontale attraverso big pad dedicati. Il cliente ha inoltre deciso di rendere disponibili le M.M.Pro. nella propria rete aziendale anche attraverso totem video installati in reparto.

Risultati ottenuti:

  • Maggior coinvolgimento e partecipazione dei lavoratori, con particolare riferimento ai capi reparto e capi turno;
  • Crescita delle segnalazioni proattive in materia di prevenzione degli infortuni;
  • Riduzione dei richiami per mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;
  • Maggior efficacia comunicativa da parte del formatore interno all’azienda.

Big Pad a condizioni agevolate

Grazie alla collaborazione con Centro Friuli, la clientela di Nord Pas può usufruire del noleggio di Pad o Big Pad (da 40 fino a 90 pollici) a condizioni particolarmente agevolate. I Big Pad sono gli strumenti ideali per aumentale la collaborazione, la comunicazione e la condivisione. Dotati di schermo touch e di funzionalità avanzate sono dei veri e propri PC touchscreen che possono essere applicati per diversi utilizzi, come ad esempio le M.M.Pro. HSE.

HQSE manager norma ISO

L’audit (pronunciato àudit alla latina o òdit all’inglese) è una valutazione indipendente volta a ottenere evidenze relativamente ad un determinato oggetto, e valutarle con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri prefissati siano stati soddisfatti o meno.
Ogni azienda che possiede un sistema di gestione, certificato o meno, conduce delle verifiche ispettive per valutare se i requisiti delle norme vengono applicati in modo coerente e con regolarità nell’ambito dei processi e se, conseguentemente, il sistema consente di raggiungere gli obiettivi desiderati.

In questo articolo si analizzerà:

L’audit: cosa prevede la UNI EN ISO 19011?

All’interno del mondo dei sistemi di gestione certificabili, concepiti secondo la High Level Structure, ovvero secondo la struttura comune alle norme QHSE (Quality, Health&Safety, Environment) emesse a partire dal 2015, la norma UNI EN 19011: 2018 – “Linee guida per audit di sistemi di gestione” – è il documento di riferimento per l’esecuzione di questi.
Tale norma disciplina i principi dell’attività di audit, la gestione dei programmi e la conduzione degli audit di sistemi di gestione, inoltre, fornisce una guida per la valutazione delle competenze delle persone coinvolte nel processo.
La norma UNI EN 19001: 2018 lo definisce come un:

Processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere evidenze degli audit e valutarle con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri di audit sono stati soddisfatti.

L’audit viene classificato come

  • di prima parte”, effettuati per il riesame da parte della direzione e per altri fini interni, dall’organizzazione stessa, o per suo conto (ad es. da un consulente incaricato), e possono costituire la base per una autodichiarazione di conformità da parte dell’organizzazione.
  • di seconda parte”, effettuati da chi ha un interesse nell’organizzazione, quali i clienti, o da altre persone per conto degli stessi.
  • di terza parte”, effettuati da organismi di audit esterni indipendenti, quali quelli che rilasciano certificazioni di conformità ai requisiti della IS0 9001 o della IS0 14001 o ISO 45001.

Checklist ISO 19011 verifica ispettiva

La gestione del processo si articola come indicato nei punti seguenti.

Programma di audit

La nuova edizione della ISO 19011 ha focalizzato l’attenzione sul “programma di audit”, ovvero le disposizioni per uno o più pianificati all’interno di un intervallo di tempo definito (solitamente un triennio), ed orientati verso uno scopo specifico. Il programma di include le indicazioni relative agli obiettivi generali, la periodicità dei singoli , le norme e regolamenti di riferimento. Nella definizione del programma viene tenuto in considerazione il contesto dell’organizzazione (richiamato nella nuova edizione della norma, così come nelle edizioni aggiornate delle norme sui Sistemi di Gestione), i rischi ed opportunità per il programma stesso (ad esempio l’errata determinazione dell’estensione e della durata degli audit, non corretta definizione delle risorse in termini di tempo, personale e relative competenze).

Attuazione del programma:

Una volta stabilito il programma di audit, si procede con la sua attuazione, definendo per ogni singolo audit gli obiettivi, il campo di applicazione, i criteri e le metodologie da adottare per la conduzione; per quanto riguarda i membri del gruppo di audit, la norma enfatizza le competenze generali che devono essere possedute dagli auditor o dal gruppo nel suo complesso. In fase di attuazione devono essere adeguatamente gestiti i risultati del programma (valutazione del raggiungimento degli obiettivi, gestione dei rapporti di audit e delle registrazioni documentate, l’esame dell’efficacia delle azioni intraprese per trattare le risultanze dell’audit, e la necessità di condurre audit successivi – di follow-up).

Audit:

Segue la conduzione degli audit specifici, che prevede il riesame delle informazioni documentate, il coordinamento del gruppo di lavoro, la raccolta delle evidenze, la definizione delle conclusioni dell’attività e la stesura del report.

Conclusione:

Dalle conclusioni può emergere la necessità di pianificare e gestire, a cura dell’organizzazione oggetto dell’audit, correzioni / azioni correttive o di avviare opportune azioni di miglioramento.

Tutti questi processi possono essere agevolmente impostati in Q-81 HSE WEB APP con il modulo “Gestione audit e checklist“.

Chi può condurre un audit?

La fiducia e l’affidabilità nel processo dipendono dalla competenza del personale che effettua l’audit. Come indicato nella ISO 19011 al capitolo 7, per diventare un auditor, una persona dovrebbe:

  • avere le caratteristiche di comportamento personali descritte al punto 7.2.2 (ad esempio: essere professionale, rispettoso, tenace, versatile…etc.)
  • possedere conoscenze e abilità necessarie per raggiungere i risultati attesi degli audit
  • possedere competenze di carattere generale (es. competenze sulle norme dei sistemi e sui requisiti legislativi…) e conoscenze ed abilità specifiche della disciplina e del settore in esame (es. principi, metodi, tecniche e processi relativi al settore in esame, …)

Il grado di istruzione, l’esperienza di lavoro, la formazione e l’addestramento come auditor e l’esperienza di audit, sono i mezzi mediante i quali una persona acquisisce le conoscenze e le abilità appropriate per diventare un auditor. Essi sono anche indicatori di competenza. I tecnici di Nord Pas che sono auditor dei sistemi di gestione QHSE hanno comprovata esperienza e formazione sempre aggiornata per garantire ai clienti un’elevata qualità del servizio di consulenza sui sistemi di gestione. Inoltre partecipano a iniziative formative e affiancamento a tecnici specializzati per migliorare le loro competenze.

Quali strumenti utilizzare per eseguire un audit?

La norma ISO 19011 lascia ampio margine al team  per la scelta dei documenti di lavoro da utilizzare per eseguire una verifica. Tuttavia, invita gli auditor a interrogarsi su: finalità, destinatari, attività e registrazioni collegate al documento e sulle informazioni necessarie per la sua preparazione (punto A.13).
Le checklist, o liste di riscontro, sono documenti di lavoro molto utilizzati durante gli audit perché permettono di rispondere ai punti sopra indicati. Inoltre, consentono di

  • Aiutare la memoria
  • Assicurare la copertura di tutti gli aspetti e dei punti di controllo
  • Assicurare profondità e continuità
  • Aiutare nella gestione del tempo
  • Organizzare gli appunti
  • Essere già parte del rapporto dell’audit

Uno strumento che facilita l’attività dell’auditor è l’App Mobile Auditing Management (M.A.Ma.). Questa applicazione consente, infatti, di effettuare audit attraverso l’utilizzo di semplici checklist configurabili dall’utente.

strumento lavoro auditor per esecuzione audit

M.A.Ma. è un sistema semplice e sempre disponibile per registrare i risultati dei sopralluoghi che gli HSE Manager eseguono nello svolgimento delle loro attività. Questa App è disponibile per tutti i dispositivi portatili (smartphone, tablet, pad, ecc.), e permette la registrazione di qualsiasi tipo di checklist.
Tutti i dati raccolti con l’applicazione, che può essere utilizzata anche off-line, sono successivamente inviati a Q-81 HSE WEB APP così che possano essere disponibili per la comparazione con checklist dello stesso modello, compilate in tempi, in luoghi (o altre anagrafiche) o da persone differenti.
Q-81 HSE WEB APP dispone di un Modulo dedicato a Gestione audit e checklistche permette di pianificare le verifiche ispettive, assegnare e comunicare responsabilità e oggetti (es. processi) ma anche di gestire la reportistica come richiesto dalla ISO 19011.
Tutte le informazioni raccolte possono essere stampate e rese disponibili alla direzione, al fornitore, al cliente etc. per consentirgli l’immediata visualizzazione dei risultati del sopralluogo attraverso punteggi e risposte colorate (es. rosso-verde), personalizzabili dall’utente.
I PM Q-81 sono a completa disposizione per supportare i clienti nell’introduzione di M.A.Ma come essenziale strumento di lavoro di tutta l’azienda / studio professionale.