News Normative

Covid 19 – aggiornamento

Il Ministero della Salute ha emanato la circolare n. 37615 del 31 agosto 2022 con la quale ha confermato le modalità di autosorveglianza in caso di contatti stretti con un positivo al Covid 19 e modificato la durata dell’isolamento in caso di malattia. Vediamo nel dettaglio:

  • Persone risultate positive al COVID (Circolare min Salute n. 37615 del 31.08.2022) 

Le persone risultate positive ad un test diagnostico molecolare o antigenico per SARS-CoV-2 sono sottoposte alla misura dell’isolamento, con le modalità di seguito riportate:  

– Per i casi che sono sempre stati asintomatici oppure sono stati dapprima sintomatici ma risultano asintomatici da almeno 2 giorni, l’isolamento potrà terminare dopo 5 giorni, purché venga effettuato un test, antigenico o molecolare, che risulti negativo, al termine del periodo d’isolamento.  

– In caso di positività persistente, si potrà interrompere l’isolamento al termine del 14° giorno dal primo tampone positivo, a prescindere dall’effettuazione del test.  

 

  • Contatti stretti (Circolare Min. della Salute n. 19680 del 30 marzo 2022) 

A coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al SARS-CoV-2 è applicato il regime dell’autosorveglianza, consistente nell’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto. Se durante il periodo di autosorveglianza si manifestano sintomi suggestivi di possibile infezione da Sars-Cov-2, è raccomandata l’esecuzione immediata di un test antigenico o molecolare per la rilevazione di SARS-CoV-2 che in caso di risultato negativo va ripetuto, se ancora sono presenti sintomi, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. 

 

rientro al lavoro solo con test negativo

 

In merito al primo punto Confindustria ha richiesto al Ministero della Salute un parere circa l’applicabilità nei luoghi di lavoro della misura dell’interruzione dell’isolamento dopo 14 giorni anche senza un test negativo. 

 

Il Ministero della Salute ha risposto come segue: “la riflessione preliminare per inquadrare la tematica è che, già dall’inizio della pandemia, le disposizioni in ambito lavorativo hanno seguito una loro specificità per fini di tutela e di prudenza richiesti dalle parti sociali e, in taluni contesti, anche da alcune categorie di lavoratori (fragili, malati cronici, ecc). Parimenti, anche la circolare n. 37615 del 31.08.2022 dispone procedure per la popolazione e non entra nel merito del contesto lavorativo. Per quest’ultimo rimangono valide, salvo diverse future disposizioni, le modalità definite dai protocolli”.

Il Ministero della salute ha quindi risposto che per i luoghi di lavoro rimane la necessità del rientro del lavoratore a seguito di risultato negativo di un test antigenico o molecolare anche dopo 14 giorni di isolamento, così come stabilito dal protocollo condiviso tra le parti sociali del 30 giugno 2022 (ultimo aggiornamento) e come peraltro stabilito dall’art. 4 del d.l. 24/2022, norma ancora vigente e non modificabile con circolare ministeriale.

NOTE 

1) il regime di autosorveglianza per contatti stretti è disposto dall’articolo 4 del d.l. n. 24/2022
2) la circolare dispone la possibilità di “uscita” dall’isolamento senza un testo antigenico o molecolare negativo a differenza di quanto stabilito dall’articolo 4 del d.l. n. 24/2022 

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lavoratore in smart working

Con il D.M. n. 149 del 22 agosto 2022 – e relativi allegati – sono state definite le modalità per assolvere agli obblighi di comunicazione delle informazioni relative all’accordo di lavoro agile ai sensi dell’articolo 23, comma 1, della Legge 22 maggio 2017, n. 81, come recentemente modificato dall’articolo 41-bis del Decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 (“Decreto Semplificazioni”) convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 2022, n. 122.

Le principali novità sono di seguito riportate:

  • È ripristinato l’obbligo di accordo individuale scritto con il dipendente. Il lavoro agile non potrà più essere attivato dalle aziende in via unilaterale.
  • Il caricamento dell’accordo individuale sul portale del Ministero del Lavoro, come prevedeva la norma originaria del 2017, è stato sostituito da una comunicazione amministrativa da parte del datore lavoro.
  • A tal fine, per tutti i datori di lavoro interessati – pubblici e privati – sarà disponibile dal 1° settembre l’apposito modulo attraverso il portale Servizi Lavoro (lavoro.gov.it), accessibile tramite autenticazione SPID e CIE.
  • Tale adempimento è previsto, a decorrere dal 1° settembre 2022, solo nel caso di nuovi accordi di lavoro agile o qualora si intenda procedere a modifiche (ivi comprese proroghe) di precedenti accordi. Restano valide le comunicazioni già effettuate secondo le modalità della disciplina previgente.
  • La comunicazione andrà effettuata entro il termine di cinque giorni, con le conseguenze sanzionatorie (sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato) di cui all’articolo 19, comma 3, del Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
  • La piena operatività della nuova procedura richiede, tra l’altro, anche l’adeguamento dei sistemi informatici dei datori di lavoro relativamente all’utilizzo dei servizi Rest di invio delle comunicazioni, che presuppongono il colloquio dei sistemi informatici del datore di lavoro con quelli del Ministero e che rappresentano una modalità alternativa all’uso dell’applicativo web sopraindicato. Per tali ragioni, in fase di prima applicazione delle nuove modalità, l’obbligo della comunicazione potrà essere assolto entro il 1° novembre 2022.
  • Il datore di lavoro ha l’obbligo di conservare l’accordo individuale per cinque anni.

nuove regole smart working

 

La tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per il lavoro da remoto

Il lavoratore agile ha il diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali (art. 23, comma 2, l. n. 81/2017).

I datori di lavoro (privati o pubblici non statali) non hanno alcun obbligo di denuncia ai fini assicurativi se il personale dipendente:

  • è già assicurato per le specifiche attività lavorative in ambito aziendale;
  • è adibito alle medesime mansioni in modalità agile che non determinano una variazione del rischio.

Gli infortuni occorsi mentre il lavoratore presta la propria attività lavorativa all’esterno dei locali aziendali e nel luogo prescelto dal lavoratore stesso (per esempio la postazione smart working utilizzata per lavorare da casa) sono tutelati se causati da un rischio connesso con la prestazione lavorativa.

Gli infortuni occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali sono tutelati quando il fatto di affrontare il suddetto percorso sia connesso a esigenze legate alla prestazione stessa o alla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza (art. 23, comma 3, l. n. 81/2017).

Il lavoratore agile è tutelato non solo per gli infortuni collegati al rischio proprio della sua attività lavorativa, ma anche per quelli connessi alle attività prodromiche e/o accessorie purché strumentali allo svolgimento delle mansioni proprie del suo profilo professionale (INAIL, circ. n. 48/2017). L’unico limite che si pone alla tutela del lavoratore agile per gli infortuni sul lavoro è quello del rischio elettivo (ossia la deviazione, puramente arbitraria ed animata da finalità personali, dalle normali modalità lavorative, che comporta rischi diversi da quelli inerenti le usuali modalità di esecuzione della prestazione. Tale genere di rischio … si connota per il simultaneo concorso dei seguenti elementi: a) presenza di un atto volontario ed arbitrario, ossia illogico ed estraneo alle finalità produttive; b) direzione di tale atto alla soddisfazione di impulsi meramente personali; c) mancanza di nesso di derivazione con lo svolgimento dell’attività lavorativa”)

In tale quadro l’accordo di lavoro agile si configura come uno strumento utile nel quale, se possibile, individuare i rischi lavorativi ai quali il lavoratore agile è esposto e i riferimenti spazio-temporali ai fini di un rapido riconoscimento delle prestazioni infortunistiche.

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“Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro”

 

Il 30 giugno 2022 è stato sottoscritto il nuovo “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro”, che rinnova ed aggiorna i precedenti accordi in vigore.

 

La differenza più significativa rispetto alle norme in vigore precedentemente riguarda l’uso della mascherina per le vie respiratorie.

Nel dettaglio:

6. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE

 

Fermi gli obblighi previsti dall’art. 10-quater del decreto legge 22 aprile 2021 n. 52 convertito con modificazioni dalle legge 17 giugno 2021 n. 87, come modificato dall’art. 11, comma 1, del decreto-legge 16 giugno 2022, n. 68, l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo facciali filtranti FFP2, anche se attualmente obbligatorio solo in alcuni settori (quali, ad esempio, trasporti, sanità), rimane un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio nei contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative. A tal fine, il datore di lavoro assicura la disponibilità di FFP2 al fine di consentirne a tutti i lavoratori l’utilizzo.

Inoltre, il datore di lavoro, su specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi sopra richiamati, individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (FFP2), che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili. Analoghe misure sono individuate anche nell’ipotesi in cui sia necessario gestire un focolaio infettivo in azienda.

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È stata pubblicata la direttiva (UE) 2022/431 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2022 che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 88/1 del 16/03/2022.

Gli Stati membri devono mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 5 aprile 2024. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale.

 

Di seguito le principali novità:

A – Ampliamento del campo di applicazione della direttiva stessa, che disciplina, adesso, in aggiunta alle sostante cancerogene e mutagene, anche le sostanze tossiche per la riproduzione

B – Identificazione sostanza tossica per la riproduzione:

b bis) «sostanza tossica per la riproduzione»: sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1A o 1B di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP);

b ter) «sostanza tossica per la riproduzione priva di soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale non esiste un livello di esposizione sicuro per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato XLIII D. 81/2008;

b quater) «sostanza tossica per la riproduzione con valore soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale esiste un livello di esposizione sicuro al di sotto del quale non vi sono rischi per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato XLIII D. 81/2008;

direttiva agenti cancerogen

C – Aggiornamento valutazione dei rischi

Per qualsiasi attività che possa comportare un rischio di esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione, si dovrà determinare la natura, il grado e la durata dell’esposizione dei lavoratori in modo da poter valutare i rischi per la salute o la sicurezza dei lavoratori e determinare le misure da adottare.

Tale valutazione deve essere rinnovata periodicamente e comunque ogniqualvolta si verifichi un cambiamento delle condizioni che possa influire sull’esposizione dei lavoratori agli agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione.

D – Rivedere l’informazione e formazione dei lavoratori inserendo nei contenuti anche le sostanze reprotossiche

E – Sorveglianza sanitaria: Se è stato fissato un valore limite biologico, la sorveglianza sanitaria con monitoraggio biologico è obbligatoria per poter lavorare

F – Conservazione dei documenti: Per quanto riguarda gli agenti cancerogeni e mutageni, il registro degli esposti e le cartelle sanitarie in conformità delle leggi o delle prassi nazionali, per un periodo di almeno 40 anni a decorrere dalla fine dell’esposizione. Per quanto riguarda le sostanze tossiche per la riproduzione, il registro degli esposti e le cartelle sanitarie i sono conservati, in conformità delle leggi o delle prassi nazionali, per un periodo di almeno cinque anni a decorrere dalla fine dell’esposizione.

 

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Formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro

formazione obbligatoria legge 52 2022

La Legge n. 52 del 19 maggio 2022 ha convertito il decreto legge n. 24/2022, sancendo all’art. 9-bis che la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro può essere svolta sia in presenza che in videoconferenza in modalità sincrona (cosiddetta FAD – formazione a distanza).

formazione in presenza formazione a distanza

Addestramento e prove pratiche

addestramento e prove pratiche

La formazione in presenza rimane confermata invece come l’unica modalità possibile per l’addestramento e le prove pratiche previste dagli accordi Stato-Regioni sulla formazione obbligatoria (ad esempio nel caso della formazione degli addetti alle emergenze o antincendio).

Tale assunto rimane valido in attesa degli esiti del nuovo Accordo Stato-Regioni, che si svolgerà entro la fine del prossimo mese di giugno.

addestramento in presenzano all'addestramento a distanza

 

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E’ stato confermato il protocollo anti Covid relativo ai luoghi di lavoro, siglato ad aprile 2021.

Nel vertice tra governo, sindacati e imprese tenutosi il 4 maggio scorso, è stata stabilita la proroga del «Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid negli ambienti di lavoro» fino al 15 giugno, in attesa di nuove verifiche sulla base dell’andamento epidemiologico.

conferma protocollo anti covid

In evidenza

  1. Le mascherine restano quindi obbligatorie sul lavoro (nel settore privato), sia al chiuso sia all’aperto, «in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro», tranne quando l’attività lavorativa si svolge in modo individuale.
  2. Tra le misure in vigore c’è quella che obbliga il datore di lavoro a fornire le mascherine, oltre a tutte le norme di regolamentazione degli accessi e di igienizzazione previste in dettaglio nello stesso protocollo.

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Gestione del rischio CoViD in azienda in seguito al cosiddetto Decreto riaperture a partire dal 1 aprile 2022

decreto riaperture - nordpas

L’accesso ai luoghi di lavoro come espresso sopra vale per lavoratori pubblici e privati, ad eccezione di personale sanitario e lavoratori in ospedali e RSA.

Se sprovvisti di green pass, potranno essere sostituiti fino al 30 aprile.

 

Obbligo vaccinale

Cittadini over 50: fino al 15 giugno. Restrizioni più leggere.

Docenti comparto scuola e università: fino al 15 giugno, con terza dose obbligatoria

Lavoratori comparto sanitario e RSA: fino al 31 dicembre

 

Quarantena

In quarantena solo i positivi.

Contatti stretti: Mascherine FFP2 al chiuso per 10 giorni e tampone dopo 5 giorni se asintomatico o alla comparsa dei primi sintomi e dopo 5 giorni se ancora sintomatico.

 

Mascherine

Obbligatorie al chiuso fino al 30 aprile.

Al lavoro basterà la mascherina chirurgica

 

Smart working

Fino al 30 giugno senza necessità di accordi individuali con i lavoratori.

 

Norme attualmente ancora in vigore

Restano in vigore:

  • protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19 negli ambienti di lavoro
  • i protocolli e linee guida delle varie attività produttive

 

CoViD e rischio biologico

Resta valido il fatto che il virus SARS-CoV-2 viene inserito tra gli agenti biologici di Gruppo III e come tale inserito nella valutazione specifica del rischio da agenti biologici:

covid e rischio biologico

 

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È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 17 dicembre 2021, n. 215 recante la “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-legge 21 ottobre 2021, n.146

CONVERSIONE LEGGE DL 146

Di seguito i punti salienti

 

LAVORATORI AUTONOMI OCCASIONALI

  • L’avvio dell’attività dei lavoratori autonomi occasionali è oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio, da parte del committente, mediante SMS o posta elettronica.

In caso di violazione si applica la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.500 in relazione a ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione.

 

PREPOSTO

  • Individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza di cui all’articolo 19 del D.Lgs. 81/08. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività di cui al precedente periodo. Il preposto non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività.
  • Sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di rilevazione di comportamenti non conformi alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e dai dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale, intervenire per modificare il comportamento non conforme fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell’inosservanza, interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti.
  • In caso di rilevazione di deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la vigilanza, se necessario, interrompere temporaneamente l’attività e, comunque, segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate.
  • Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, i datori di lavoro appaltatori o subappaltatori devono indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale che svolge la funzione di preposto.

FORMAZIONE

Entro il 30 giugno 2022, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adotta un accordo nel quale provvede all’accorpamento, alla rivisitazione e alla modifica degli accordi attuativi del presente decreto in materia di formazione, in modo da garantire:

  • Individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro
  • Individuazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa
  • L’addestramento consiste nella prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; l’addestramento consiste, inoltre, nell’esercitazione applicata, per le procedure di lavoro in sicurezza. Gli interventi di addestramento effettuati devono essere tracciati in apposito registro anche informatizzato.
  • Il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti ricevono un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • Per assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione nonché l’aggiornamento periodico dei preposti, le relative attività formative devono essere svolte interamente con modalità in presenza e devono essere ripetute con cadenza almeno biennale e comunque ogni qualvolta sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi

SCUOLE

  • I dirigenti delle istituzioni scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestiva mente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. In ogni caso gli interventi relativi all’installazione degli impianti e alla loro verifica periodica e gli interventi strutturali e di manutenzione riferiti ad aree e spazi degli edifici non assegnati alle istituzioni scolastiche nonché ai vani e locali tecnici e ai tetti e sottotetti delle sedi delle istituzioni scolastiche restano a carico dell’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione. Qualora i dirigenti, sulla base della valutazione svolta con la diligenza del buon padre di famiglia, rilevino la sussistenza di un pericolo grave e immediato, possono interdire parzialmente o totalmente l’utilizzo dei lo-cali e degli edifici assegnati, nonché ordinarne l’evacuazione, dandone tempestiva comunicazione all’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione, nonché alla competente autorità di pubblica sicurezza.
  • Per le sedi delle istituzioni scolastiche, la valutazione dei rischi strutturali degli edifici e l’individuazione delle misure necessarie a prevenirli sono di esclusiva competenza dell’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione. Il documento di valutazione è redatto dal dirigente dell’istituzione scolastica congiuntamente all’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla fornitura e manutenzione degli edifici. Il Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, con proprio decreto da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, stabilisce le modalità di valutazione congiunta dei rischi connessi agli edifici scolastici”.

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Pubblicato in GU (Serie Generale n. 252) il 21-10-2021 il Decreto Legge n. 146 “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”.
Entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione ovvero il 22-10-2021.

Il rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro viene trattato nel Capo III in particolare nell’art. 13 “Disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Tralasciando gli aspetti riorganizzativi degli organi istituzionali di controllo (Ispettorato del Lavoro, ASL, INAIL, ecc.) le questioni principali sono:

L’Ispettorato Nazionale del lavoro o i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali nell’ambito di accertamenti in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro adottano un provvedimento di sospensione, quando:
1) riscontra che almeno il 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro (lavoro in nero)
2) a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro di cui all’Allegato I.

ALLEGATO I art 14, comma 1

Sostituisce l’Allegato I al decreto legislativo 9 aprile 2008 N.81

dl 146 21 allegato I

Il provvedimento di sospensione è adottato in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell’attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni di cui ai numeri 3 e 6 dell’Allegato I.

Unitamente al provvedimento di sospensione l’Ispettorato nazionale del lavoro può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro

Per tutto il periodo di sospensione è fatto divieto all’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione.

Limitatamente ai provvedimenti adottati in occasione dell’accertamento delle violazioni in materia di prevenzione incendi, provvede il Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente.

Revoca del provvedimento di sospensione

È condizione per la revoca del provvedimento da parte dell’amministrazione che lo ha adottato:

  1.  la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria anche sotto il profilo degli adempimenti in materia di salute e sicurezza;
  2. l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  3. la rimozione delle conseguenze pericolose delle violazioni nelle ipotesi di cui all’Allegato I;
  4. nelle ipotesi di lavoro irregolare, il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari e pari a 5.000 euro qualora siano impiegati più di cinque lavoratori irregolari;
  5. nelle ipotesi di cui all’Allegato I, il pagamento di una somma aggiuntiva di importo pari a quanto indicato nello stesso Allegato I con riferimento a ciascuna fattispecie.

Le somme aggiuntive di cui alle lettere d) ed e) sono raddoppiate nelle ipotesi in cui, nei cinque anni precedenti alla adozione del provvedimento, la medesima impresa sia stata destinataria di un provvedimento di sospensione.

Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione di cui al presente articolo è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

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Decreto Legge 21 settembre 2021 n. 127 in vigore dal 22/09/21

Pubblicate le misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening.

decreto green pass 22 settembre

 

COSA CAMBIA

Obbligo di possedere e di esibire la certificazione verde COVID-19 (Green Pass)

dal 15 Ottobre al 31 Dicembre 2021

 

CATEGORIE DI PERSONE COINVOLTE

  • personale delle amministrazioni pubbliche,
  • personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale, nonché i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice,
  • tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso le amministrazioni pubbliche, anche sulla base di contratti esterni
  • chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato,
  • tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro nel settore privato, anche sulla base di contratti esterni

CASI SPECIALI ED ESCLUSIONI

  • Sono previste condizioni speciali per gli uffici giudiziari (vedi testo integrale decreto),
  • Le disposizioni NON SI APPLICANO ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale

LA VERIFICA SPETTA AL DATORE DI LAVORO

 

infografica decreto green pass

 

Per un maggior dettaglio si veda il testo integrale