News Normative

È stata pubblicata la direttiva (UE) 2022/431 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2022 che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 88/1 del 16/03/2022.

Gli Stati membri devono mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 5 aprile 2024. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale.

 

Di seguito le principali novità:

A – Ampliamento del campo di applicazione della direttiva stessa, che disciplina, adesso, in aggiunta alle sostante cancerogene e mutagene, anche le sostanze tossiche per la riproduzione

B – Identificazione sostanza tossica per la riproduzione:

b bis) «sostanza tossica per la riproduzione»: sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1A o 1B di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP);

b ter) «sostanza tossica per la riproduzione priva di soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale non esiste un livello di esposizione sicuro per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato XLIII D. 81/2008;

b quater) «sostanza tossica per la riproduzione con valore soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale esiste un livello di esposizione sicuro al di sotto del quale non vi sono rischi per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato XLIII D. 81/2008;

direttiva agenti cancerogen

C – Aggiornamento valutazione dei rischi

Per qualsiasi attività che possa comportare un rischio di esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione, si dovrà determinare la natura, il grado e la durata dell’esposizione dei lavoratori in modo da poter valutare i rischi per la salute o la sicurezza dei lavoratori e determinare le misure da adottare.

Tale valutazione deve essere rinnovata periodicamente e comunque ogniqualvolta si verifichi un cambiamento delle condizioni che possa influire sull’esposizione dei lavoratori agli agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione.

D – Rivedere l’informazione e formazione dei lavoratori inserendo nei contenuti anche le sostanze reprotossiche

E – Sorveglianza sanitaria: Se è stato fissato un valore limite biologico, la sorveglianza sanitaria con monitoraggio biologico è obbligatoria per poter lavorare

F – Conservazione dei documenti: Per quanto riguarda gli agenti cancerogeni e mutageni, il registro degli esposti e le cartelle sanitarie in conformità delle leggi o delle prassi nazionali, per un periodo di almeno 40 anni a decorrere dalla fine dell’esposizione. Per quanto riguarda le sostanze tossiche per la riproduzione, il registro degli esposti e le cartelle sanitarie i sono conservati, in conformità delle leggi o delle prassi nazionali, per un periodo di almeno cinque anni a decorrere dalla fine dell’esposizione.

 

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Formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro

formazione obbligatoria legge 52 2022

La Legge n. 52 del 19 maggio 2022 ha convertito il decreto legge n. 24/2022, sancendo all’art. 9-bis che la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro può essere svolta sia in presenza che in videoconferenza in modalità sincrona (cosiddetta FAD – formazione a distanza).

formazione in presenza formazione a distanza

Addestramento e prove pratiche

addestramento e prove pratiche

La formazione in presenza rimane confermata invece come l’unica modalità possibile per l’addestramento e le prove pratiche previste dagli accordi Stato-Regioni sulla formazione obbligatoria (ad esempio nel caso della formazione degli addetti alle emergenze o antincendio).

Tale assunto rimane valido in attesa degli esiti del nuovo Accordo Stato-Regioni, che si svolgerà entro la fine del prossimo mese di giugno.

addestramento in presenzano all'addestramento a distanza

 

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Pubblicato in GU (Serie Generale n. 252) il 21-10-2021 il Decreto Legge n. 146 “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”.
Entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione ovvero il 22-10-2021.

Il rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro viene trattato nel Capo III in particolare nell’art. 13 “Disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Tralasciando gli aspetti riorganizzativi degli organi istituzionali di controllo (Ispettorato del Lavoro, ASL, INAIL, ecc.) le questioni principali sono:

L’Ispettorato Nazionale del lavoro o i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali nell’ambito di accertamenti in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro adottano un provvedimento di sospensione, quando:
1) riscontra che almeno il 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro (lavoro in nero)
2) a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro di cui all’Allegato I.

ALLEGATO I art 14, comma 1

Sostituisce l’Allegato I al decreto legislativo 9 aprile 2008 N.81

dl 146 21 allegato I

Il provvedimento di sospensione è adottato in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell’attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni di cui ai numeri 3 e 6 dell’Allegato I.

Unitamente al provvedimento di sospensione l’Ispettorato nazionale del lavoro può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro

Per tutto il periodo di sospensione è fatto divieto all’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione.

Limitatamente ai provvedimenti adottati in occasione dell’accertamento delle violazioni in materia di prevenzione incendi, provvede il Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente.

Revoca del provvedimento di sospensione

È condizione per la revoca del provvedimento da parte dell’amministrazione che lo ha adottato:

  1.  la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria anche sotto il profilo degli adempimenti in materia di salute e sicurezza;
  2. l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  3. la rimozione delle conseguenze pericolose delle violazioni nelle ipotesi di cui all’Allegato I;
  4. nelle ipotesi di lavoro irregolare, il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari e pari a 5.000 euro qualora siano impiegati più di cinque lavoratori irregolari;
  5. nelle ipotesi di cui all’Allegato I, il pagamento di una somma aggiuntiva di importo pari a quanto indicato nello stesso Allegato I con riferimento a ciascuna fattispecie.

Le somme aggiuntive di cui alle lettere d) ed e) sono raddoppiate nelle ipotesi in cui, nei cinque anni precedenti alla adozione del provvedimento, la medesima impresa sia stata destinataria di un provvedimento di sospensione.

Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione di cui al presente articolo è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

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sicurezza cantieri salute

E’ datato 6 aprile 2021 il documento “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

L’atteso documento, realizzato su invito del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della Salute, contribuisce alla rapida realizzazione di un piano vaccinale nazionale.

L’obiettivo del documenti è di favorire l’applicazione e l’efficacia delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro e di accrescerne la sicurezza e la salubrità.

16 le regole operative del protocollo in breve

 

piani aziendali vaccinazioni

Vaccinazioni in Azienda:DATORE DI LAVORO

  • Presenta all’ASL un piano aziendale per le vaccinazioni
  • Sopporta i costi per somministrazione, realizzazione e gestione dei piani aziendali
  • Può sottoscrivere CONVENZIONI con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione

 

Vaccinazioni in Azienda: LAVORATORI

NESSUN OBBLIGO: le adesioni sono su base volontaria del singolo lavoratore, espresse con CONSENSO INFORMATO. La vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro.

 

Vaccinazioni in Azienda: MEDICO COMPETENTE

Fornisce tutte le informazioni necessarie per ottenere il CONSENSO INFORMATO

 

Vaccinazioni in Azienda: SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

  • Fornisce i vaccini, siringhe e aghi e la formazione ai medici competenti e infermieri e gli strumenti per la registrazione dei vaccini
  • Tramite operatori sanitari somministra il vaccino nei locali idonei, in orario di lavoro e nel rispetto della privacy

 

Il documento completo è disponibile al link PROTOCOLLO VACCINAZIONI IN AZIENDA

 

sicurezza cantieri salute

(Articolo aggiornato a seguito dell’entrata in vigore della L. 27 novembre 2020, n. 159).

 

Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 “Cura Italia”, all’articolo 103, comma 2, stabilisce che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”.

 

Modifiche a tale Decreto sono state introdotte dal Decreto Legge 7 ottobre 2020, n. 125, come modificato dalla L. 27 novembre 2020, n. 159, che all’art. 3-bis riporta:

1. All’articolo 103 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, le parole: “il 31 luglio 2020” sono sostituite dalle seguenti: “la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19”;

b) dopo il comma 2-quinquies è inserito il seguente:

“2-sexies. Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, di cui al comma 2, scaduti tra il 1° agosto 2020 e la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, e che non sono stati rinnovati, si intendono validi e sono soggetti alla disciplina di cui al medesimo comma 2”.

 

2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 8, comma 10, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, le previsioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 non si applicano ai documenti unici di regolarità contributiva di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, che continuano ad essere assoggettati alla disciplina ordinaria di cui al medesimo decreto ministeriale.

 

Le novità introdotte il 13 gennaio 2021

validità certificati formazione salute e sicurezza 2021 covid

 

Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 13 gennaio 2021 ha deliberato la proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile 2021; pertanto, allo stato attuale, gli attestati di formazione che scadono durante lo stato di emergenza saranno validi fino al 29 luglio 2021.

Il sito del Ministero del Lavoro e politiche sociali, alla sezione FAQ riporta le seguenti indicazioni (Da tenere conto che non costituiscono norma di legge):

 

In questo periodo di emergenza da COVID-19, in considerazione delle difficoltà operative determinate dalle misure di contenimento, è possibile posticipare tutta la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro o solo l’aggiornamento?

In considerazione della situazione eccezionale, caratterizzata dalle misure di contenimento per evitare e prevenire il contagio da COVID-19, in coerenza con il principio introdotto dall’articolo 103, comma 2, del Decreto-legge n. 18 del 2020, si ritiene che nel caso in cui non sia possibile, temporaneamente, effettuare l’aggiornamento previsto si possa ugualmente proseguire lo svolgimento dell’attività lavorativa. Diversamente, per quanto riguarda la formazione da svolgere ex novo (ad esempio in caso di assunzione di nuovo personale, o nel caso di cambio di mansione, ovvero ancora nel caso dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro), si ritiene che la stessa non possa essere posticipata, ferma restando la possibilità di svolgere la formazione in videoconferenza se ne ricorrono i presupposti.

 

In questo periodo di emergenza da COVID-19, in considerazione delle difficoltà operative determinate dalle misure di contenimento, in caso di impossibilità a effettuare l’aggiornamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è possibile proseguire lo svolgimento dell’attività lavorativa? Inoltre, al fine di poter ugualmente svolgere la formazione prevista, è possibile utilizzare modalità di formazione a distanza invece che in aula?

In considerazione della situazione eccezionale, caratterizzata dalle misure di contenimento per evitare e prevenire il contagio da COVID-19, in coerenza con il principio introdotto dall’articolo 103, comma 2, del

Decreto-legge n. 18 del 2020 si ritiene che la mancata effettuazione dell’aggiornamento non preclude lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Fermo restando, naturalmente, l’obbligo di completare l’aggiornamento immediatamente dopo la fase emergenziale.

Inoltre, al fine di contemperare l’esigenza del contenimento delle attività con il necessario aggiornamento delle competenze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si ritiene ammissibile, in via temporanea, lo svolgimento delle attività formative in videoconferenza esclusivamente con modalità sincrona, ad esclusione della parte pratica dei corsi, in modo da garantire la verifica delle presenze dei soggetti da formare e la piena interazione tra questi ultimi e i docenti (ad esempio assicurando la condivi

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sicurezza cantieri salute

La sicurezza alimentare costituisce un valido sistema prevenzionistico per salvaguardare la salute delle persone e di conseguenza dei lavoratori, contribuendo al benessere dell’azienda in termini di produttività e sostenibilità. In questo contesto la Dieta Mediterranea rappresenta un valido strumento in questo percorso.

 

 

LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE

A cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il documento “Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana” – Revisione 2018 contiene molti spunti. Questo lavoro di revisione si è reso necessario perché la nutrizione è una scienza sempre più complessa.

Sana alimentazione in ottica moderna significa protezione dalle malattie cronico-degenerative, significa promozione di salute e longevità, significa sostenibilità sociale ed ambientale.

 

Le 13 direttive sono state suddivise in quattro blocchi logici.

  • Un primo blocco riguarda il bilanciamento dei nutrienti.
  • Un secondo blocco è dedicato agli alimenti o gruppi il cui consumo deve essere incentivato, come frutta e verdura.
  • Un terzo blocco riguarda nutrienti particolarmente critici nella dieta attuale e il cui consumo dovrebbe essere ridotto come sale, zuccheri liberi, alcol.
  • L’ultimo blocco è dedicato al “come fare” ad assicurarsi un’alimentazione varia, sicura, salutare e sostenibile.

Le Linee Guida si basano sul modello alimentare della Dieta Mediterranea, un modello condiviso dalla comunità scientifica che si è dimostrato capace di fornire il corredo di nutrienti necessario a prevenire le malattie croniche consentendo una maggiore longevità in qualsiasi popolazione studiata.

 

LA DIETA MEDITERRANEA patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO

Nel 2010 la Dieta mediterranea è stata definita dall’UNESCO come “patrimonio culturale immateriale millenario, vivo e in continua evoluzione, condiviso da tutti i Paesi del Mediterraneo, che incorpora saperi, sapori, ricette, prodotti alimentari, coltivazioni e spazi sociali legati al territorio”.

Tale modello esplica l’azione protettiva e salutare anche grazie all’uso variato di tutti gli alimenti. La Dieta Mediterranea riflette uno stile di vita improntato sulla frugalità alimentare con preponderanza di prodotti vegetali, su un apporto energetico mai eccessivo rispetto al fabbisogno e su una maggiore attività fisica.

 

SALUTE e SICUREZZA SUL LAVORO: IL DECALOGO DELLA PAUSA PRANZO IN UFFICIO

 Occupandoci quotidianamente di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro condividiamo 10 consigli utili, tratti sempre dalle Linee Guida, per gestire la pausa pranzo anche nei luoghi di lavoro.

 

PAUSA PRANZO NEI LUOGHI DI LAVORO

Tratto da LINEE GUIDA REV 2018 a cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestale

1. Assaggiare sempre il cibo prima di aggiungere il sale.
In generale, i piatti vengono serviti già conditi, quindi non si deve abusare della saliera, che non dovrebbe proprio essere sulla tavola: meglio mangiare con poco sale.
2. Pasteggiare con acqua.
Per mantenere uno stato di idratazione adeguato occorre bere acqua invece che bevande zuccherate e alcoliche. Durante il giorno si devono assumere da 1.5 a 2 litri (circa 8 -10 bicchieri) di acqua ed è molto difficile arrivare a queste quantità se non si beve adeguatamente anche durante i pasti.
3. Fare attenzione alle porzioni evitando di riempirsi troppo il piatto o il portavivande.
Evitare la “sindrome da buffet” con quantità eccessive di cibo che portano a mangiare più del necessario. Fare attenzione alle porzioni anche quando si prepara il portavivande.
4. Frutta e verdura sempre.
Più frutta e verdura si mangia, meglio è per la salute.
5. A fine pasto, abitualmente, privilegiare la frutta al posto di dolci e pasticcini.
È la diretta conseguenza di quanto detto nel punto precedente. Usare la frutta al posto di altri alimenti dolci consente di aumentare le occasioni di consumo di questo alimento e di ridurre il quantitativo di altri alimenti maggiormente calorici.
6. Scegliere piatti che non richiedano eccessive quantità di grassi.
Nel menù quotidiano, preferire cotture leggere: alla piastra, in acqua o al vapore, al cartoccio, microonde, ecc. Per migliorare il gusto, usare aromi e spezie che insaporiscono i piatti, usando poco sale.
7. Spuntini e merende: evitare alimenti ricchi di grassi, sale o zuccheri.
Lo spuntino non deve essere un minipasto, occorre quindi molta attenzione alle scelte e alle quantità. Ovviamente sono da preferire frutta, verdura da sgranocchiare e yogurt. Se si scelgono prodotti confezionati, orientarsi su proposte di piccole dimensioni, che apportino circa 100kcal. Attenzione a spuntini e merende fatte in casa: non c’è l’etichetta a indicare la quantità di nutrienti e calorie e quindi assicurarsi che le fette di crostata (o di ciambellone) siano adeguatamente piccole.
8. Scegliere spesso i legumi: sono soddisfacenti e permettono di aumentare la quota di proteine vegetali e di fibra e soprattutto sono sazianti. Comportano un minore apporto calorico sia al pasto che si sta facendo, che a quello che seguirà.
I legumi sono un alimento a basso contenuto di grassi, ricco di fibra e sono un’ottima fonte di proteine vegetali. Sono soddisfacenti e gustosi in insalate, creme, puree o in zuppa, anche già pronti e utilizzabili anche sul posto di lavoro. Non vanno considerati un contorno, in quanto sono un vero e proprio secondo piatto, oltre che complemento di un primo.
9. Variare sempre il menù quotidiano.
La varietà nella dieta aiuta a ottenere un’alimentazione equilibrata, a soddisfare il gusto, a combattere la monotonia dei sapori e a ridurre l’accumulo di eventuali sostanze indesiderate.
10. L’equilibrio sta nel mantenere uno stile di vita sano giorno dopo giorno.
Una sana alimentazione non si costruisce, né si recupera, in un giorno o in una settimana, ma è il risultato del mantenimento costante di sane regole alimentari, accompagnate da uno stile di vita sufficientemente attivo. La costanza nelle corrette abitudini alimentari può consentire qualche eccezione. Se in un pranzo di lavoro si è mangiato troppo o così in una festa con un buffet più ricco, basterà ricalibrare l’eccesso di calorie con un successivo pasto più leggero.

Software Q-81 HSE WEB APP

POR FESR 2014 – 2020. Asse II – Promuovere la competitività delle PMI. Azione 2.3 – Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale. Attività 2.3.b-Aiuti

PROGETTO

finanziato con Bando Por Fesr2014-2020

NORD PAS 14000 SRL opera da oltre vent’anni nell’ambito della consulenza specialistica in materia di salute e sicurezza sul lavoro, tutela ambientale, protezione dei dati, sistemi di gestioni e modelli organizzativi. Il punto di forza è costituito da un approccio innovativo e tecnologico agli aspetti di compliant e di sistema (Sistemi di Gestione Integrata e non), prevalentemente nel mondo HSE (Health, Safety, Environment). Attraverso infatti l’utilizzo di piattaforme software, siamo in grado di ottimizzare l’erogazione dei servizi offerti alla clientela e di dematerializzare i processi tipicamente trattati nei sistemi di gestione (linee guida internazionali – ISO).

L’accessibilità in tempo reale, remotizzato, H24 7/7 ai dati inerenti la salute, sicurezza, tutela ambientale, è la sfida del nostro progetto di potenziamento oncloud della nostra piattaforma Q-81 HSE WEB APP e delle sue applicazioni mobile, interconnesso con tecnologie abilitanti quali IoT, Realtà Aumentata, RFiD e altre modalità di taggatura di oggetti (macchine, impianti, strutture, ecc.).

La rappresentazione degli stessi attraverso cruscotti e dashboard consultabili da Smartphone e Tablet, consente di raggiungere l’utente finale in ogni luogo di lavoro, aumentanto la consapevolezza e la diffusione della cultura dell’innovazione applicata a temi sociali ed ambientali, nonché di governance, non a caso i tre pilastri della sostenibilità.

FINALITA’

Il progetto si pone l’obiettivo di rendere il gestionale aziendale  (l’applicativo Q-8 1 HSE WEB APP)  adatto ad un uso su Cloud in modo tale da apportare numerose innovazioni all’interno dell’azienda, tra le quali: la standardizzazione e automatizzazione di fasi di processo, il commercio elettronico, l’interazione con altre tecnologie  quali  sistemi  informativi,  piattaforme  IOT,  realtà  aumentata,  piattaforme   e-learning,   che   ridefiniranno i processi primari dell’azienda (marketing/commerciale, consulenza ed analisi , training  & support degli utenti).

RISULTATI

La piattaforma software Q-81 HSE WEB APP è stata potenziata per favorire l’accesso oncloud da parte di funzioni aziendali che operano nell’ambito dei sistemi di gestione e dei modelli organizzativi (Delegati, HSE Manager, DPO, ODV, Rspp). Il progetto ha introdotto funzionalità utili all’integrazione dei sistemi di gestione sicurezza, ambiente, energia, anticorruzione, 231, protezione dati. Il progetto ha introdotto nuove funzionalità per l’utilizzo di applicazioni mobile scaricabili dai principali app store, consentendo ai fruitori del sistema di utilizzare i propri device per accedere all’applicazione H24 7/7. Il progetto ha visto un grande sforzo sul lato ICT security con l’introduzione di numerose funzionalità per raffrozare le modalità di accesso al sistema e protezione del database in conformità con il GDPR 679/2016 nel frattempo recepito dal nostro Paese. Sono stati realizzati componenti software per favorire le procedure di system integration con strumenti di business intelligence, realizzati ad esempio cruscotti interattivi interni alla piattaforma per fornire informazioni in tempo reale su gestione formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori, nonché sullo stato di gap di consegna dei dispositivi di protezione individuale.

Il sistema è stata predisposto di interfacce in grado di dialogare con altre piattaforme IoT. La piattaforma, così potenziata, è ora in grado di ricevere informazioni da altri sistemi e/o macchine intelligenti, ad esempio per la condivisione di dati inerenti le manutenzioni di sicurezza ordinarie e straordinarie.

sicurezza cantieri salute

In base alle recenti limitazioni apportate dal DPCM 7 agosto 2020 e alla successiva ordinanza del 12 agosto 2020, si ricorda al personale dell’azienda di rientro dall’Estero che sono previste limitazioni a seconda del Paese in cui si ha soggiornato e/o in cui si è transitati.

 

Si rimanda pertanto alla pagina del Ministero della Salute “Covid-19 Viaggiatori” per verificare nel dettaglio le restrizioni previste in base alla propria situazione:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

 

Si ricorda inoltre, che chiunque entri in Italia da qualsiasi località estera è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una autodichiarazione scaricabile dal seguente link:

https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/08/modulo_rientro_da_estero_18_08_20.pdf

 

In caso di dubbi è possibile chiamare i seguenti numeri utili:

  • dall’Italia il numero gratuito 1500 
  • dall’estero i numeri +39 0232008345 – +39 0283905385 

 

sicurezza cantieri salute

Il D.Lgs. 1 giugno 2020 n. 44 recepisce la Direttiva agenti cancerogeni (UE) 2017/2398 riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, introducendo 11 nuove sostanze cancerogene, 1 nuovo processo e modificando il c. 6 dell’Art. 242 relativo alla Sorveglianza sanitaria e gli allegati XLII e IIXLI del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sostituiti dagli allegati I e II del presente decreto.

Le novità del D.Lgs n. 44 / 2020

a. Le nuove sostanze cancerogene introdotte

  •  Composti di cromo VI
  • Fibre ceramiche refrattarie
  • Polvere di silice cristallina respirabile
  • Ossido di etilene
  • 1,2-Epossipropano
  • Acrilammide
  • 2-Nitropropano
  • o-Toluidina
  • 1,3-Butadiene
  • Idrazina
  • Bromoetilene

b. Elenco di sostanze, miscele e processi introdotti

Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione.

c. Modifica comma 6 art. 242 D.Lgs. n. 81/2008

All’articolo 242 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il comma 6 è sostituito dal seguente: «6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, ove ne ricorrano le condizioni, segnala la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato. Il medico competente fornisce, altresì, al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.».

d. modifiche agli allegati XLII e XLIII  art. 2 D.Lgs. n. 81/2008

Art. 2. modifiche agli allegati XLII e XLIII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 : sostituiti dagli allegati I e II del presente decreto

ALLEGATO I

ALLEGATO XLII Elenco di Sostanze, Miscele e Processi

  1. Produzione di auramina con il metodo Michler.
    2. I lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici presenti nella fuliggine, nel catrame o nella pece di carbone.
    3. Lavori che espongono alle polveri, fumi e nebbie prodotti durante il raffinamento del nichel a temperature elevate.
    4. Processo agli acidi forti nella fabbricazione di alcool isopropilico.
    5. Il lavoro comportante l’esposizione a polveri di legno duro.
    6. Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione

ALLEGATO II

Allegato XLIII Valori limite di esposizione professionale

Nome agente N. CE (1) N. CAS (2) Valori limite (3) Osservazioni Misure transitorie
mg/m3 (4) ppm (5) f/ml (6)
Polveri di legno duro  –  – 2 (7)  –  –  – Valore limite:
3 mg/m3 fino al
17 gennaio 2023
Composti di cromo VI definiti cancerogeni ai sensi dell’articolo 2, lettera a), punto i), (come cromo)  –  – 0,005  –  –  – Valore limite: 0,010 mg/m3 fino al 17 gennaio 2025
Valore limite: 0,025 mg/m3 per i procedimenti di saldatura o taglio al plasma o analoghi procedimenti di lavorazione che producono fumi fino
al 17 gennaio 2025
Fibre ceramiche refrattarie definite cancerogene ai sensi dell’articolo 2, lettera a), punto i)  –  –  – 0,3  –  –
Polvere di silice cristallina respirabile  – 0,1 (8)  –  –  –
Benzene 200-753-7 71-43-2 3,25 1  – Cute (9)  –
Cloruro di vinile monomero 200-831-0 75-01-4 2,6 1  –  –
Ossido di etilene 200-849-9 75-21-8 1,8 1 Cute (9)  –
1,2-Epossipropano 200-879-2 75-56-9 2,4 1  –
Acrilammide 201-173-7 79-06-1 0,1 Cute (9)  –
2-Nitropropano 201-209-1 79-46-9 18 5  –
o-Toluidina 202-429-0 95-53-4 0,5 0,1 Cute (9)  –
1,3-Butadiene 203-450-8 106-99-0 2,2 1  –
Idrazina 206-114-9 302-01-2 0,013 0,01 Cute (9)  –
Bromoetilene 209-800-6 593-60-2 4,4 1  –
(1) N. CE (ossia EINECS, ELINCS o NLP): è il numero ufficiale della sostanza all’interno dell’Unione europea, come definito nell’allegato VI, parte 1, punto 1.1.1.2, del regolamento (CE) n. 1272/2008.

(2) N. CAS: numero di registrazione CAS (Chemical Abstract Service).

(3) Misurato o calcolato in relazione a un periodo di riferimento di 8 ore.

(4) mg/m3 = milligrammi per metro cubo di aria a 20 °C e 101,3 kPa (corrispondenti alla pressione di 760 mm di mercurio).

(5) ppm = parti per milione per volume di aria (ml/m3).

(6) f/ml = fibre per millilitro.

(7) Frazione inalabile: se le polveri di legno duro sono mischiate con altre polveri di legno, il valore limite si applica a tutte le polveri di legno presenti nella miscela in questione.

(8) Frazione respirabile

(9) Contribuisce in modo significativo all’esposizione totale attraverso la via di assorbimento cutanea

 

sicurezza cantieri salute

E’ datato 25/05/2020 il nuovo rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità che illustra le migliori modalità operative degli impianti in base alla caratteristica degli ambienti e al loro rischio intrinseco di diffusione del  droplet. Il documento riporta anche  indicazioni in merito alla pulizia e sanificazione degli impianti.

I principali destinatari di questo rapporto sono:

  • datori di lavoro,
  • gestori,
  • amministratori,
  • responsabili della sicurezza 
  • operatori di edifici pubblici e privati,
  • strutture comunitarie non sanitarie,
  • strutture alberghiere,
  • uffici,
  • locali adibiti ad attività sportive e scolastiche,
  • ambienti domestici, ecc. e le autorità sanitarie che a livello nazionale, regionale e locale sono preposte alla tutela della salute e sono coinvolte nella prevenzione e gestione dei rischi associati alla diffusione del virus SARS-CoV-2.

L’adeguamento alle condizioni contingenti, durante la cosiddetta fase due dell’emergenza che è stata preceduta da un lungo periodo di lockdown, comporta che non si possa prescindere da una “nuova percezione sociale degli ambienti indoor” che deve trovare una appropriata risposta nelle misure di contenimento del rischio di trasmissione del virus SARS-CoV-2 con idonee procedure di prevenzione e protezione. Una possibile trasmissione del contagio è dovuta alla dispersione di micro-goccioline (come meglio specificato in seguito) che possono essere veicolate dalla circolazione d’aria forzata dai sistemi di ventilazione e climatizzazione. In questo ambito, nel documento presentato vengono descritti i principali componenti di questi sistemi e vengono altresì fornite raccomandazioni operative per la gestione di questi impianti ai fini di ridurre le possibilità di contagio.

 

In sintesi definiamo  i principali argomenti del documento invitandovi a contattare NORDPAS per qualsiasi supporto pratico

 

Sistemi di ventilazione e di climatizzazione

Principalmente si fa riferimento a:

  • Unità di trattamento aria (UTA)
  • Ventilconvettori o unità terminali idroniche del tipo fan coil
  • Climatizzatori ad espansione diretta o del tipo a split
  • Climatizzatori portatili monoblocco
  • Cappe aspiranti e a ricircolo

 

Modalità di contagio aerogeno mediato dagli impianti di climatizzazione e ventilazione

Tra le possibili vie di trasmissione del virus SARS-CoV-2 vi sono, le goccioline (droplet), il bioaerosol (droplet nuclei) di origine respiratoria e, potenzialmente, il bioaerosol originato dagli impianti di scarico fecali (Figura 1).

trasmissione goccioline virus
fonte Rapporto ISS COVID-19 • n. 33/2020 del 25/05/2020

 

Raccomandazioni operative per la gestione degli impianti

Le seguenti indicazioni sono riferite ad impianti correttamente installati e oggetto di una regolare manutenzione e pulizia, conformi alla normativa vigente in materia, con particolare riguardo a sicurezza e igiene. Impianti obsoleti o vetusti, che non rispettino tali condizioni devono essere oggetto di un’adeguata manutenzione e pulizia prima del loro utilizzo.

Al fine di definire raccomandazioni operative per la gestione degli impianti di climatizzazione, deve essere tenuta in considerazione e valutata una matrice di rischio per la trasmissione di SARS-CoV-2, attraverso tali impianti.

livello di rischio in ambiente
fonte Rapporto ISS COVID-19 • n. 33/2020 del 25/05/2020

 

Conseguentemente, le raccomandazioni operative per l’appropriato utilizzo di un impianto di climatizzazione sono elencate di seguito, per tipologia di impianto (Tabella 10). Per quelle non comprese nell’elenco è possibile procedere per analogia, in relazione alle indicazioni generali riportate sopra. Le indicazioni sono riferite a ciascun impianto; nel caso siano presenti più impianti (es. ventilconvettori e aria primaria) è opportuno osservare le indicazioni valide per ciascuno di essi. Al fine di mantenere la separazione tra gli ambienti si raccomanda che le porte interne all’edificio siano mantenute chiuse.

raccomandazioni operative

rischio impianti
fonte Rapporto ISS COVID-19 • n. 33/2020 del 25/05/2020

 

Raccomandazioni operative per la ventilazione naturale

Le criticità esposte sopra sussistono anche nel caso di ventilazione naturale degli ambienti mediante l’apertura dei serramenti. Infatti, l’aria viene movimentata attraverso l’edificio per effetto della pressione differenziale tra le diverse aperture presenti. Ciò determina in generale lo spostamento dell’aria dagli ambienti sopravento verso quelli sottovento, con diffusione di aerosol tra ambienti adiacenti. Inoltre, nel caso di elevata intensità della ventilazione naturale, la velocità dell’aria in ambiente può essere significativa, determinando il trascinamento di goccioline di maggiore dimensione. Pertanto, in caso di ventilazione naturale degli ambienti è essenziale mantenere chiuse le porte interne all’edificio onde limitare la diffusione tra ambienti adiacenti.

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