Novità sulla sicurezza sul lavoro

Decreto Legge 21 settembre 2021 n. 127 in vigore dal 22/09/21

Pubblicate le misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening.

decreto green pass 22 settembre

 

COSA CAMBIA

Obbligo di possedere e di esibire la certificazione verde COVID-19 (Green Pass)

dal 15 Ottobre al 31 Dicembre 2021

 

CATEGORIE DI PERSONE COINVOLTE

  • personale delle amministrazioni pubbliche,
  • personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale, nonché i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice,
  • tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso le amministrazioni pubbliche, anche sulla base di contratti esterni
  • chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato,
  • tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro nel settore privato, anche sulla base di contratti esterni

CASI SPECIALI ED ESCLUSIONI

  • Sono previste condizioni speciali per gli uffici giudiziari (vedi testo integrale decreto),
  • Le disposizioni NON SI APPLICANO ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale

LA VERIFICA SPETTA AL DATORE DI LAVORO

 

infografica decreto green pass

 

Per un maggior dettaglio si veda il testo integrale 

 

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali il 13 maggio 2021 ha adottato un documento di indirizzo sulla vaccinazione nei luoghi di lavoro dove fornisce indicazioni sulle corrette modalità di gestione dei dati personali dei dipendenti.

Gli aspetti trattati riguardano:

  • la raccolta delle adesioni, pianificazione e somministrazione delle vaccinazioni

  • la registrazione nei sistemi regionali dell’avvenuta vaccinazione

 

Cosa stabilisce il documento emesso dal Garante Protezione Dati Personali in tema di vaccinazioni

Il Documento del Garante si inserisce nel contesto delle vaccinazioni nei luoghi di lavoro, a seguito dell’emanazione del Decreto del Ministero della Salute del 2 gennaio 2021 (“Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars/cov-2”) che prevede che, a seguito dell’aumento della disponibilità dei vaccini, vengano realizzati dei punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro. Vedi anche Protocollo vaccinazioni in azienda: come attivarlo

Il Garante sottolinea che “tale iniziativa, comportando trattamenti di dati personali anche relativi alla salute dei lavoratori, se da un lato può rappresentare un’opportunità per supportare la campagna vaccinale e per rendere più semplice, per i lavoratori, l’accesso alla vaccinazione, dall’altra dovrà essere attuata nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati (Regolamento (UE) 679/2016 e Codice in materia di protezione dei dati personali) e delle norme emanate nel contesto dell’emergenza epidemiologica in corso”.

A cosa prestare attenzione

In tale quadro, non è comunque consentito al datore di lavoro raccogliere, direttamente dagli interessati, tramite il medico competente, altri professionisti sanitari o strutture sanitarie, informazioni in merito a tutti gli aspetti relativi alla vaccinazione, ivi compresa l’intenzione o meno della lavoratrice e del lavoratore di aderire alla campagna, alla avvenuta somministrazione (o meno) del vaccino e ad altri dati relativi alle condizioni di salute del lavoratore.

Anche nell’ambito dello svolgimento delle attività di supporto resta salvo il divieto, per il datore di lavoro, di trattare i dati personali relativi a tutti gli aspetti connessi alla vaccinazione dei propri dipendenti. Inoltre, tenuto conto dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel particolare contesto lavorativo, il consenso dei dipendenti non può costituire un valido presupposto di liceità.

In fase di Raccolta delle adesioni e di pianificazione delle vaccinazioni, l’informazione relativa all’adesione volontaria da parte della lavoratrice e del lavoratore deve essere trattata solo dal professionista sanitario opportunamente individuato; nel piano, elaborato con il supporto del professionista sanitario e presentato dal datore di lavoro all’ASL territorialmente competente, non dovranno essere presenti elementi in grado di rivelare l’identità dei lavoratori aderenti all’iniziativa.

Il datore di lavoro, attraverso le competenti funzioni interne, potrà fornire al professionista sanitario indicazioni e criteri in ordine alle modalità di programmazione delle sedute vaccinali, senza però trattare dati personali relativi alle adesioni di lavoratrici e lavoratori identificati o identificabili.

Sulla base dello stato della regolazione attualmente in vigore e considerata la libertà di scelta da parte delle persone in ambito vaccinale (fatta eccezione per quanto previsto con riguardo alla vaccinazione dal personale sanitario), dal consenso o dal dissenso del lavoratore ad aderire alla campagna vaccinale non possono derivare conseguenze, né positive né negative.

In ogni caso, preme sottolineare che il datore di lavoro non potrà chiedere al dipendente conferma dell’avvenuta vaccinazione o richiedere l’esibizione del certificato vaccinale; può invece acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati, come indicato dal Garante nelle FAQ .

 

Con l’emanazione del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro” dello scorso 6 aprile, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute e le Parti sociali hanno inteso dare un contributo alla rapida realizzazione del Piano vaccinale.

Punto saliente del Protocollo: i datori di lavoro DdL manifestano la disponibilità ad attuare piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2 (Covid-19) nei luoghi di lavoro destinati alla somministrazione in favore delle lavoratrici e dei lavoratori che ne abbiano fatto volontariamente richiesta.  Vedi in breve come attivare il protocollo.

Le infomazioni: il punto chiave per ottenere il consenso informato

Per la corretta realizzazione del Piano è fondamentale fornire le necessarie informazioni alle lavoratrici e ai lavoratori sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione e sulla specifica tipologia di vaccino. In quest’ottica è di primaria importanza il coinvolgimento del medico competente, che potrà avvalersi anche dell’intero servizio di prevenzione e protezione.

Tra queste informazioni presenta sicuramente rilievo quella riguardante i possibili effetti indesiderati e le reazioni avverse ai vaccini. È fondamentale che le informazioni in materia provengano da fonti ufficiali, scientificamente attendibili, come il Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 pubblicato nella sua terza edizione dall’AIFA  nei giorni scorsi.

Rapporto AIFA: l’importanza di utilizzare fonti ufficiali e dati scientificamente attendibili

Il Rapporto AIFA in versione integrale illustra i dati rilevati sul territorio nazionale riguardo alle segnalazioni ricevute dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) nel periodo 27/12/2020 – 26/03/2021 relativamente ai vaccini attualmente autorizzati e somministrati nel nostro Paese:

  • il vaccino a mRNA Pfizer/BioNTech denominato Comirnaty (autorizzato dal 22/12/2020 e utilizzato dal 27/12/2020);
  • il vaccino a mRNA Moderna denominato COVID-19 Vaccino Moderna (autorizzato dal 07/01/2021 e utilizzato dal 14/01/2021);
  • il vaccino a vettore virale ricombinante di AstraZeneca, ora denominato Vaxzevria (autorizzato dal 29/01/2021 e utilizzato dal 01/02/2021).

L’infografica contenuta nel rapporto evidenzia i dati sommari sino a qui raccolti:

 

 

Le analisi dei dati vengono poi dettagliate per:

  • Distribuzione per sesso, età e tipologia del segnalatore
  • Distribuzione per gravità ed esito
  • Distribuzione per numero di dose
  • Distribuzione per tipologia di evento
  • Casi con esito fatale dopo vaccinazione
  • Eventi tromboembolici e Vaxzevria (ex COVID-19 Vaccine AstraZeneca)
  • Anafilassi
  • Eventi avversi neurologici e disturbi sensitivi soggettivi
  • Riattivazione di infezioni latenti

Come riportato nello stesso rapporto “una corretta informazione è alla base di ogni scelta consapevole” e riteniamo che una sua lettura approfondita possa contribuire a fornire ai servizi di prevenzione e protezione le conoscenze per supportare il medico competente nella necessaria opera di promuovere apposite iniziative di comunicazione e informazione sulla vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19.

sicurezza cantieri salute

E’ datato 6 aprile 2021 il documento “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

L’atteso documento, realizzato su invito del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della Salute, contribuisce alla rapida realizzazione di un piano vaccinale nazionale.

L’obiettivo del documenti è di favorire l’applicazione e l’efficacia delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro e di accrescerne la sicurezza e la salubrità.

16 le regole operative del protocollo in breve

 

piani aziendali vaccinazioni

Vaccinazioni in Azienda:DATORE DI LAVORO

  • Presenta all’ASL un piano aziendale per le vaccinazioni
  • Sopporta i costi per somministrazione, realizzazione e gestione dei piani aziendali
  • Può sottoscrivere CONVENZIONI con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione

 

Vaccinazioni in Azienda: LAVORATORI

NESSUN OBBLIGO: le adesioni sono su base volontaria del singolo lavoratore, espresse con CONSENSO INFORMATO. La vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro.

 

Vaccinazioni in Azienda: MEDICO COMPETENTE

Fornisce tutte le informazioni necessarie per ottenere il CONSENSO INFORMATO

 

Vaccinazioni in Azienda: SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

  • Fornisce i vaccini, siringhe e aghi e la formazione ai medici competenti e infermieri e gli strumenti per la registrazione dei vaccini
  • Tramite operatori sanitari somministra il vaccino nei locali idonei, in orario di lavoro e nel rispetto della privacy

 

Il documento completo è disponibile al link PROTOCOLLO VACCINAZIONI IN AZIENDA

 

sicurezza cantieri salute

Scade il 1 marzo 2021 la presentazione del modello OT23 per le attività di prevenzione eseguite nel 2020 

Abbiamo approfondito nell’articolo Come le aziende possono richiedere la riduzione del tasso INAIL attraverso il modello OT23

  • Quali sono i prerequisiti che l’azienda deve possedere per accedere alla riduzione del tasso INAIL?
  • Qual è la documentazione da presentare per ottenere lo sconto INAIL
  • Come viene applicata la riduzione del tasso INAIL

mod OT23

Relativamente al Modello OT23 Anno 2021, sono usciti di recente una serie di documenti utili per comprendere bene come redigere la domanda, da presentare entro il 1 marzo 2021:

  1. La Guida alla compilazione
  2. Le FAQ
  3. La Scheda di Sintesi
  4. Il modello OT23 e i punteggi

 

 

La Guida alla compilazione

Introduzione: l’art. 23 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe, approvate con decreto interministeriale del 27.02.2019, prevede una riduzione del tasso medio di tariffa per le aziende che abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa in materia.

Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare un’apposita istanza (Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione), esclusivamente in modalità telematica, attraverso la sezione Servizi Online presente sul sito www.inail.it, entro il termine del 1° marzo 2021, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.

Nella Guida vengono poi approfonditi

  1. INTERVENTI MIGLIORATIVI
  2. PUNTEGGIO
  3. DOCUMENTAZIONE PROBANTE
  4. PRESUPPOSTI
  5. DEFINIZIONE DELLA DOMANDA

La guida completo è scaricabile QUI

Le FAQ

  • Cosa si intende per micro formazione?
  • La micro-formazione può essere effettuata anche in presenza di docente o solamente attraverso la riproduzione di video di pochi minuti?
  • Quali caratteristiche devono avere i quasi infortuni per essere ritenuti tali ai fini dell’attuazione dell’intervento?

Queste e molte altre le domande presenti nella sezione FAQ del documento, scaricabile QUI.

La Scheda di Sintesi

Raggruppa e sintetizza le principali novità rispetto all’edizione perecedente

Nuovi interventi

  • intervento A-2.1 (ancoraggi)
  • interventi A-3.4, A-3.5, A-3.6, A-3.7 (sicurezza macchine e trattori)
  • intervento A-5.1 (prevenzione del rischio da punture di imenotteri)
  • intervento B-10 (sicurezza stradale – test alcolemici)
  • intervento C-2.2 (prevenzione del rischio chimico)
  • intervento C-2.2 (prevenzione del rischio chimico)
  • intervento C-4.4 (interventi fisioterapici per la riduzione dei disturbi muscolo-scheletrici)
  • intervento D-3 (microformazione)
  • intervento F-4 (controllo a distanza attrezzature antincendio)
  • intervento F-5 (riduzione del rischio aggressione)
  • intervento F-7 (controllo utilizzo dei DPI)

Interventi rimodulati e/o eliminati

  • interventi sezione B da B-5 a B-12 (responsabilità sociale)
  • intervento C-3 (riunione periodica)
  • intervento C-5 (selezione fornitori)
  • intervento C-7 (efficacia formazione)
  • intervento C-9 (dati epidemiologici territorio/comparto)
  • intervento E-2 (formazione scenari incidentali)
  • intervento E-3 (piano di monitoraggio strumentale)

Interventi modificati

  • intervento A-2.1 (ancoraggi)
  • intervento B-2 (trasporto casa-lavoro)
  • intervento C-4.1 (promozione della salute osteoarticolare)
  • intervento C-5.1 (prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori)
  • intervento C-5.2 (prevenzione uso sostanze psicotrope/abuso di alcol)
  • intervento D-2 (sensibilizzazione molestie)

La SCHEDA DI SINTESI COMPLETA è scaricabile al Qui.

 

Il modello OT23 e i punteggi

Il documento riporta il modulo aggiornato per l’anno 2021 e le tabelle con i punteggi per ciascun intervento.

modulo OT23 2021

Gli interventi riguardano le macro tematiche seguenti:

A PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI MORTALI (non stradali)

  • A-1 Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento
  • A-2 Prevenzione del rischio di caduta dall’alto
  • A-3 Sicurezza macchine e trattori
  • A-4 Prevenzione del rischio elettrico
  • A-5 Prevenzione del rischio da punture di insetto

B PREVENZIONE DEL RISCHIO STRADALE

C PREVENZIONE DELLE MALATTIE PROFESSIONALI

  • C-1 Prevenzione del rischio rumore
  • C-2 Prevenzione del rischio chimico
  • C-3 Prevenzione del rischio radon
  • C-4 Prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici
  • C-5 Promozione della salute

D FORMAZIONE, ADDESTRAMENTO, INFORMAZIONE

E GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA: MISURE ORGANIZZATIVE

F GESTIONE DELLE EMERGENZE E DPI

Modulo OT23 e tabella completa scaricabili Qui.

 

sicurezza cantieri salute

(Articolo aggiornato a seguito dell’entrata in vigore della L. 27 novembre 2020, n. 159).

 

Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 “Cura Italia”, all’articolo 103, comma 2, stabilisce che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”.

 

Modifiche a tale Decreto sono state introdotte dal Decreto Legge 7 ottobre 2020, n. 125, come modificato dalla L. 27 novembre 2020, n. 159, che all’art. 3-bis riporta:

1. All’articolo 103 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, le parole: “il 31 luglio 2020” sono sostituite dalle seguenti: “la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19”;

b) dopo il comma 2-quinquies è inserito il seguente:

“2-sexies. Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, di cui al comma 2, scaduti tra il 1° agosto 2020 e la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, e che non sono stati rinnovati, si intendono validi e sono soggetti alla disciplina di cui al medesimo comma 2”.

 

2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 8, comma 10, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, le previsioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 non si applicano ai documenti unici di regolarità contributiva di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, che continuano ad essere assoggettati alla disciplina ordinaria di cui al medesimo decreto ministeriale.

 

Le novità introdotte il 13 gennaio 2021

validità certificati formazione salute e sicurezza 2021 covid

 

Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 13 gennaio 2021 ha deliberato la proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile 2021; pertanto, allo stato attuale, gli attestati di formazione che scadono durante lo stato di emergenza saranno validi fino al 29 luglio 2021.

Il sito del Ministero del Lavoro e politiche sociali, alla sezione FAQ riporta le seguenti indicazioni (Da tenere conto che non costituiscono norma di legge):

 

In questo periodo di emergenza da COVID-19, in considerazione delle difficoltà operative determinate dalle misure di contenimento, è possibile posticipare tutta la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro o solo l’aggiornamento?

In considerazione della situazione eccezionale, caratterizzata dalle misure di contenimento per evitare e prevenire il contagio da COVID-19, in coerenza con il principio introdotto dall’articolo 103, comma 2, del Decreto-legge n. 18 del 2020, si ritiene che nel caso in cui non sia possibile, temporaneamente, effettuare l’aggiornamento previsto si possa ugualmente proseguire lo svolgimento dell’attività lavorativa. Diversamente, per quanto riguarda la formazione da svolgere ex novo (ad esempio in caso di assunzione di nuovo personale, o nel caso di cambio di mansione, ovvero ancora nel caso dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro), si ritiene che la stessa non possa essere posticipata, ferma restando la possibilità di svolgere la formazione in videoconferenza se ne ricorrono i presupposti.

 

In questo periodo di emergenza da COVID-19, in considerazione delle difficoltà operative determinate dalle misure di contenimento, in caso di impossibilità a effettuare l’aggiornamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è possibile proseguire lo svolgimento dell’attività lavorativa? Inoltre, al fine di poter ugualmente svolgere la formazione prevista, è possibile utilizzare modalità di formazione a distanza invece che in aula?

In considerazione della situazione eccezionale, caratterizzata dalle misure di contenimento per evitare e prevenire il contagio da COVID-19, in coerenza con il principio introdotto dall’articolo 103, comma 2, del

Decreto-legge n. 18 del 2020 si ritiene che la mancata effettuazione dell’aggiornamento non preclude lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Fermo restando, naturalmente, l’obbligo di completare l’aggiornamento immediatamente dopo la fase emergenziale.

Inoltre, al fine di contemperare l’esigenza del contenimento delle attività con il necessario aggiornamento delle competenze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si ritiene ammissibile, in via temporanea, lo svolgimento delle attività formative in videoconferenza esclusivamente con modalità sincrona, ad esclusione della parte pratica dei corsi, in modo da garantire la verifica delle presenze dei soggetti da formare e la piena interazione tra questi ultimi e i docenti (ad esempio assicurando la condivi

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In ambito di Gestione della salute e sicurezza sul lavoro è recentemente uscito un documento ISO contenente le Linee guida generali per un lavoro sicuro durante la pandemia di COVID-19: ISO/PAS 45005:2020, applicabile alle organizzazioni di tutte le dimensioni e settori.

goal 3 agenda 2030

Questo standard contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: in particolare il goal 3 SALUTE E BENESSERE ossia quello di garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età.

 

Cos’è una PAS

Una specifica disponibile pubblicamente o PAS (dall’inglese Publicly Available Specification) è un documento di standardizzazione simile ad una norma tecnica nella struttura e nella forma, ma che ha un diverso percorso di sviluppo. L’obiettivo di una specifica disponibile al pubblico è accelerare il processo di standardizzazione. Le PAS sono spesso prodotte in risposta ad un’esigenza urgente del contesto internazionale.

 

ISO PAS 45005

 

I contenuti di ISO/PAS 45005:2020

Il documento rappresenta una guida per le organizzazioni su come gestire i rischi derivanti dal COVID-19 allo scopo di proteggere la salute, la sicurezza e il benessere legati al lavoro.

Il documento è applicabile alle organizzazioni di tutte le dimensioni e settori, comprese quelle che:

a) hanno funzionato durante tutta la pandemia;

b) stanno riprendendo o pianificando di riprendere le operazioni dopo la chiusura totale o parziale;

c) rioccupato i luoghi di lavoro che sono stati chiusi in tutto o in parte;

d) sono nuovi e hanno in programma di operare per la prima volta.

Il documento fornisce anche orientamenti relativi alla protezione dei lavoratori di ogni tipo (ad esempio lavoratori dipendenti dall’organizzazione, lavoratori di fornitori esterni, appaltatori, lavoratori autonomi, lavoratori interinali, lavoratori anziani, lavoratori disabili e soccorritori) e altre parti interessate pertinenti (ad esempio visitatori di un posto di lavoro, compresi membri del pubblico).

Questo documento non ha lo scopo di fornire indicazioni su come implementare protocolli specifici di controllo delle infezioni in contesti clinici, sanitari e di altro tipo.

NOTA La legislazione e le linee guida applicabili sono fornite dal governo, dalle autorità di regolamentazione e dalle autorità sanitarie per i lavoratori in questi contesti o in ruoli correlati

Perché è importante implementare le linee guida ISO/PAS 45005:2020

Implementando i contenuti presenti in questa guida, l’organizzazione sarà in grado di:

a) intraprendere azioni efficaci per proteggere i lavoratori e altre parti interessate rilevanti attuando una gestione dei rischi legati al COVID-19;

b) dimostrare che sta affrontando i rischi relativi al COVID-19 utilizzando un approccio sistemico;

c) mettere in atto un quadro per consentire un adattamento efficace e tempestivo alla situazione in evoluzione.

 

Maggiori dettagli sulla struttura e sui contenuti del documento al link ISO/PAS 45005:2020(en), Occupational health and safety management — General guidelines for safe working during the COVID-19 pandemic

 

Protocolli Sicurezza Covid-19: come verificarne l’efficacia

Come ormai noto, l’attuazione ed il controllo dei Protocolli di Sicurezza anti Covid-19 nelle aziende è in carico a RSPP e HS Manager. Ne consegue la necessità di tracciare l’attività fatta anche attraverso specifiche liste di controllo (checklist) e report utili all’analisi dei dati.

NORD PAS grazie al proprio applicativo Q-81 HSE WEB APP e a strumenti di check-list, è in grado di supportare l’organizzazione per verificare, attraverso un audit interno, l’attuazione del Protocollo di Sicurezza adottato in azienda e il grado di rispondenza ai requisiti indicati dallo standard ISO/PAS 45005.

 

Scarica le linee guida completa e contattaci per l’implementazione nella tua azienda.

 

sicurezza cantieri salute

L’INAIL sostiene le imprese che investono in prevenzione con contributi in conto capitale fino al 65% delle spese sostenute.

Con il Bando ISI 2020 l’Inail ha messo a disposizione €211.226.450,00 di contributi a fondo perduto alle imprese che scelgono di investire in prevenzione per migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’iniziativa è rivolta alle imprese, anche individuali, ubicate sul territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura e
enti del terzo settore.

  • I fondi del bando Isi 2020 sono suddivisi in 4 tipologie di progetto:
  • Asse 1 – investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
  • Asse 2 – riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC);
  • Asse 3 – bonifica da materiali contenenti amianto;
  • Asse 4 – micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

bando sicurezza sul lavoro

Il Bando Inail – Isi 2020 – per il Friuli Venezia Giulia ha una dotazione di risorse pari a € 3.493.756,00 di cui:
per l’Asse 1.1 per i progetti di investimento (macchine operatrici, attrezzature) € 1.498.980,00;
per l’Asse 2 per i progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC) € 551.604,00;
per l’Asse 3 per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto € 954.496,00;
per l’Asse 4 per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività € 450.200,00.
Per maggiori dettagli scarica il documento completo FVG.

La domanda di finanziamento va presentata in modalità telematica in più fasi, come specificato sul portale Inail.
Le date della procedura saranno pubblicate entro il 26 febbraio. Il contributo erogato in conto capitale, calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’Iva, può coprire fino al 65% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 130mila euro per i progetti ammessi che rientrano nei primi tre assi di finanziamento e di 50mila euro per quelli del quarto asse.

Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi al contact center Inail al numero 06.6001, disponibile da rete fissa e mobile secondo il piano tariffario del proprio gestore telefonico oppure contattaci! Possiamo supportarti per le attività di Formazione, Rendicontazione e Organizzazione in materia di Salute e sicurezza: SCOPRI I NOSTRI SERVIZI

 

 

sicurezza cantieri salute

La sicurezza alimentare costituisce un valido sistema prevenzionistico per salvaguardare la salute delle persone e di conseguenza dei lavoratori, contribuendo al benessere dell’azienda in termini di produttività e sostenibilità. In questo contesto la Dieta Mediterranea rappresenta un valido strumento in questo percorso.

 

 

LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE

A cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il documento “Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana” – Revisione 2018 contiene molti spunti. Questo lavoro di revisione si è reso necessario perché la nutrizione è una scienza sempre più complessa.

Sana alimentazione in ottica moderna significa protezione dalle malattie cronico-degenerative, significa promozione di salute e longevità, significa sostenibilità sociale ed ambientale.

 

Le 13 direttive sono state suddivise in quattro blocchi logici.

  • Un primo blocco riguarda il bilanciamento dei nutrienti.
  • Un secondo blocco è dedicato agli alimenti o gruppi il cui consumo deve essere incentivato, come frutta e verdura.
  • Un terzo blocco riguarda nutrienti particolarmente critici nella dieta attuale e il cui consumo dovrebbe essere ridotto come sale, zuccheri liberi, alcol.
  • L’ultimo blocco è dedicato al “come fare” ad assicurarsi un’alimentazione varia, sicura, salutare e sostenibile.

Le Linee Guida si basano sul modello alimentare della Dieta Mediterranea, un modello condiviso dalla comunità scientifica che si è dimostrato capace di fornire il corredo di nutrienti necessario a prevenire le malattie croniche consentendo una maggiore longevità in qualsiasi popolazione studiata.

 

LA DIETA MEDITERRANEA patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO

Nel 2010 la Dieta mediterranea è stata definita dall’UNESCO come “patrimonio culturale immateriale millenario, vivo e in continua evoluzione, condiviso da tutti i Paesi del Mediterraneo, che incorpora saperi, sapori, ricette, prodotti alimentari, coltivazioni e spazi sociali legati al territorio”.

Tale modello esplica l’azione protettiva e salutare anche grazie all’uso variato di tutti gli alimenti. La Dieta Mediterranea riflette uno stile di vita improntato sulla frugalità alimentare con preponderanza di prodotti vegetali, su un apporto energetico mai eccessivo rispetto al fabbisogno e su una maggiore attività fisica.

 

SALUTE e SICUREZZA SUL LAVORO: IL DECALOGO DELLA PAUSA PRANZO IN UFFICIO

 Occupandoci quotidianamente di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro condividiamo 10 consigli utili, tratti sempre dalle Linee Guida, per gestire la pausa pranzo anche nei luoghi di lavoro.

 

PAUSA PRANZO NEI LUOGHI DI LAVORO

Tratto da LINEE GUIDA REV 2018 a cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestale

1. Assaggiare sempre il cibo prima di aggiungere il sale.
In generale, i piatti vengono serviti già conditi, quindi non si deve abusare della saliera, che non dovrebbe proprio essere sulla tavola: meglio mangiare con poco sale.
2. Pasteggiare con acqua.
Per mantenere uno stato di idratazione adeguato occorre bere acqua invece che bevande zuccherate e alcoliche. Durante il giorno si devono assumere da 1.5 a 2 litri (circa 8 -10 bicchieri) di acqua ed è molto difficile arrivare a queste quantità se non si beve adeguatamente anche durante i pasti.
3. Fare attenzione alle porzioni evitando di riempirsi troppo il piatto o il portavivande.
Evitare la “sindrome da buffet” con quantità eccessive di cibo che portano a mangiare più del necessario. Fare attenzione alle porzioni anche quando si prepara il portavivande.
4. Frutta e verdura sempre.
Più frutta e verdura si mangia, meglio è per la salute.
5. A fine pasto, abitualmente, privilegiare la frutta al posto di dolci e pasticcini.
È la diretta conseguenza di quanto detto nel punto precedente. Usare la frutta al posto di altri alimenti dolci consente di aumentare le occasioni di consumo di questo alimento e di ridurre il quantitativo di altri alimenti maggiormente calorici.
6. Scegliere piatti che non richiedano eccessive quantità di grassi.
Nel menù quotidiano, preferire cotture leggere: alla piastra, in acqua o al vapore, al cartoccio, microonde, ecc. Per migliorare il gusto, usare aromi e spezie che insaporiscono i piatti, usando poco sale.
7. Spuntini e merende: evitare alimenti ricchi di grassi, sale o zuccheri.
Lo spuntino non deve essere un minipasto, occorre quindi molta attenzione alle scelte e alle quantità. Ovviamente sono da preferire frutta, verdura da sgranocchiare e yogurt. Se si scelgono prodotti confezionati, orientarsi su proposte di piccole dimensioni, che apportino circa 100kcal. Attenzione a spuntini e merende fatte in casa: non c’è l’etichetta a indicare la quantità di nutrienti e calorie e quindi assicurarsi che le fette di crostata (o di ciambellone) siano adeguatamente piccole.
8. Scegliere spesso i legumi: sono soddisfacenti e permettono di aumentare la quota di proteine vegetali e di fibra e soprattutto sono sazianti. Comportano un minore apporto calorico sia al pasto che si sta facendo, che a quello che seguirà.
I legumi sono un alimento a basso contenuto di grassi, ricco di fibra e sono un’ottima fonte di proteine vegetali. Sono soddisfacenti e gustosi in insalate, creme, puree o in zuppa, anche già pronti e utilizzabili anche sul posto di lavoro. Non vanno considerati un contorno, in quanto sono un vero e proprio secondo piatto, oltre che complemento di un primo.
9. Variare sempre il menù quotidiano.
La varietà nella dieta aiuta a ottenere un’alimentazione equilibrata, a soddisfare il gusto, a combattere la monotonia dei sapori e a ridurre l’accumulo di eventuali sostanze indesiderate.
10. L’equilibrio sta nel mantenere uno stile di vita sano giorno dopo giorno.
Una sana alimentazione non si costruisce, né si recupera, in un giorno o in una settimana, ma è il risultato del mantenimento costante di sane regole alimentari, accompagnate da uno stile di vita sufficientemente attivo. La costanza nelle corrette abitudini alimentari può consentire qualche eccezione. Se in un pranzo di lavoro si è mangiato troppo o così in una festa con un buffet più ricco, basterà ricalibrare l’eccesso di calorie con un successivo pasto più leggero.

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In base alle recenti limitazioni apportate dal DPCM 7 agosto 2020 e alla successiva ordinanza del 12 agosto 2020, si ricorda al personale dell’azienda di rientro dall’Estero che sono previste limitazioni a seconda del Paese in cui si ha soggiornato e/o in cui si è transitati.

 

Si rimanda pertanto alla pagina del Ministero della Salute “Covid-19 Viaggiatori” per verificare nel dettaglio le restrizioni previste in base alla propria situazione:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

 

Si ricorda inoltre, che chiunque entri in Italia da qualsiasi località estera è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una autodichiarazione scaricabile dal seguente link:

https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/08/modulo_rientro_da_estero_18_08_20.pdf

 

In caso di dubbi è possibile chiamare i seguenti numeri utili:

  • dall’Italia il numero gratuito 1500 
  • dall’estero i numeri +39 0232008345 – +39 0283905385