Tutela Ambientale

gestione ambientale

L’ISPRA ha redatto l’elenco degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante assoggettati agli obblighi di cui al D.Lgs. 105/2015.
L’aggiornamento al 30 giugno è disponibile sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
L’elenco aggiornato è il risultato delle verifiche effettuate dall’ ISPRA in base alle notifiche presentate dai gestori degli stabilimenti a seguito dell’ entrata in vigore del D.Lgs.105/2015.

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Il nuovo Portale VAS-VIA-AIA rappresenta il punto di accesso unico a tutte le procedure di valutazione e autorizzazione ambientale relative a piani, programmi, progetti e installazioni di competenza statale disciplinate dalla Parte Seconda del decreto legislativo 152/2006.
Con l’ultimo aggiornamento del 24 luglio, il Portale ha incluso anche le procedure di Autorizzazione Integrata Ambientale di competenza statale.
Il pubblico può accedere direttamente dalla home page alla Sezione “Invio Osservazioni”, dove è disponibile un apposito modulo, in analogia con quanto già predisposto per le Valutazioni Ambientali VAS e VIA.

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Un’epidemia di legionella a Bresso ha infettato in questi ultimi giorni ben diciotto persone, tutte abitanti nel centro storico della città in provincia di Milano.
Il batterio è tornato a colpire con l’aumento delle temperature, causando purtroppo tre decessi.
Premesso che il modo migliore per debellare la legionella sia la bonifica definitiva della rete idrica, agendo sulla fonte da cui proviene l’acqua contaminata, gli esperti consigliano di limitare l’esposizione al vapore acqueo, pulendo e rimuovendo i possibili ristagni di acqua.
Agendo sulla temperatura dell’acqua, superando i 55 gradi, è possibile infatti uccidere il batterio.
Ricordiamo infine che il Ministero della Salute ha pubblicato nel maggio 2015 le linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi.
Il documento intende riunire, aggiornare e integrare tutte le indicazioni riportate nelle precedenti linee guida nazionali e normative, riviste alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, con l’ausilio tecnico-scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità e di figure istituzionali esperte del settore.

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L’economia circolare è un’economia pensata per potersi rigenerare da sola.
Con il sistema circolare lo scarto viene quanto più possibile riutilizzato per diminuire l’impatto del rifiuto e la riduzione dello sfruttamento ambientale per produrre nuove materie prime.
Il sistema del riciclo è quindi un sistema sostenibile.
Il “pacchetto economia circolare” costituito da 4 direttive in tema di gestione dei rifiuti entrerà in vigore dal 5 luglio e tutti gli stati dovranno renderle applicabili entro il 5 luglio 2020.
Le quattro direttive sono:

Direttiva (UE) 2018/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica le direttive 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
Direttiva (UE) 2018/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti
Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti
Direttiva (UE) 2018/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

gestione ambientale

In linea con la finalità di EMAS di promuovere il miglioramento continuo della prestazione ambientale, il documento indica le azioni concrete da intraprendere per migliorare la gestione dei rifiuti e degli effluenti di allevamento, la gestione del suolo e l’efficienza di irrigazione.
Poiché l’agricoltura è un settore molto eterogeneo che comprende una varietà di tipi di prodotti e di aziende, la decisione (UE) n. 2018/813 tratta gli aspetti ambientali centrali per le pratiche agricole.
Le organizzazioni, i verificatori ambientali e gli altri soggetti potranno prepararsi all’introduzione del documento di riferimento settoriale per il settore dell’agricoltura, la cui data di applicazione sarà il 5 ottobre 2018.

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Il Regolamento del Consiglio dell’Unione Europea 2017/997/UE, pubblicato in GUUE del 14 giugno 2017 ed entrato in vigore il 4 luglio 2017, si applicherà a decorrere dal 5 luglio 2018 per permettere a imprese e autorità competenti l’adeguamento ai nuovi criteri stabiliti per la caratterizzazione dei rifiuti.
I nuovi criteri per l’assegnazione della classe di pericolo HP14 ecotossico stabiliti nel Regolamento, modificheranno i criteri di classificazione dei rifiuti e interesseranno anche la classificazione ADR.
Il provvedimento infatti modifica l’allegato III della Direttiva 2008/98/CE e introduce la nuova definizione e i criteri da seguire per l’assegnazione della caratteristica di pericolo HP14 “Ecotossico” ai rifiuti, a partire dal 5 luglio 2018.
Da questa data, i criteri per l’assegnazione dell’HP14 cambieranno e diventeranno maggiormente restrittivi.
Ci saranno casi in cui i rifiuti, che ora non sono classificati HP14, si vedranno associare anche questa classe di pericolo.
Potrà accadere che rifiuti attualmente classificati non pericolosi diventino pericolosi o rifiuti pericolosi con altre classi di pericolo HP si vedano aggiunta anche la classe HP14.
Potrà quindi essere necessario aggiornare le classificazioni analitiche dei propri rifiuti aziendali.

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In attuazione dell’articolo 21 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, è stato adottato con il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 21 marzo 2018, n. 56, pubblicato sulla G.U. 29 maggio 2018, n. 123, il Regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato “Made Green in Italy“.
La legge 221/2015 ha istituito lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti al fine di promuovere la competitività del sistema produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti ad elevata qualificazione ambientale sui mercati nazionali ed internazionali, prevedendo che le modalità di funzionamento di tale schema fossero adottate con regolamento del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Il regolamento adottato con il D.M. 21 marzo 2018, n. 56 prevede che possano chiedere l’adesione allo schema i produttori di prodotti classificabili come Made in Italy (definiti alla lettera v) dell’art. 2 del decreto): terminata la procedura di verifica prevista, se l’esito è positivo viene concessa la licenza d’uso del logo per tre anni. L’allegato IV del decreto individua le caratteristiche del logo e detta le regole per l’apposizione del logo sul prodotto e sul materiale aziendale e pubblicitario.

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Il 31 maggio è il termine ultimo per compilare, da parte dei Manutentori, la Dichiarazione F-GAS ai sensi dell’art.16, comma 1, del DPR 43/2012 (attuazione del Regolamento 842/2006 abrogato dal Regolamento (UE) 517/2014) riferita all’anno precedente.

La Dichiarazione F-GAS 2018 è rivolta alle imprese installatrici/manutentrici.
Sono oggetto di tale dichiarazione, le apparecchiature e i sistemi fissi che contengono una carica circolante pari o superiore a 5 tonnellate equivalenti di CO2 (3 Kg di gas fluorurati ad effetto serra) che appartengono alle seguenti tipologie:
– impianti di condizionamento;
– apparecchiature e impianti frigoriferi (esempio: celle frigorifere, banchi frigo , vetrine refrigerate , abbattitori , ecc.)

I dati da inserire on line collegandosi a questa pagina  sono i seguenti:
– dati identificativi: operatore, persona di riferimento, sede di installazione,
– numero e tipologia di apparecchiature presenti,
– informazioni di dettaglio: tipo di sostanza, carica circolante, quantità aggiunta nell’anno di riferimento, quantità recuperata/eliminata nell’anno di riferimento; motivo dell’intervento.

La Dichiarazione F-GAS va presentata anche nel caso in cui l’impianto nel corso del 2017 non abbia subito alcun rabbocco e quindi non vi siano state emissioni di gas in atmosfera.

L’R22 non è presente nell’elenco perché le apparecchiature che contengono tale gas non rientrano nel campo di applicazione dell’art. 16 del DPR 43/2012.
Se invece l’impianto con R22 (purché con carica maggiore di o uguale a 3 kg) e nel corso dell’anno di riferimento ha subito un intervento con sostituzione della carica di R22 con un gas fluorurato presente nella lista, allora l’Utente deve compilare la Dichiarazione, indicando nel campo “Carica di refrigerante” l’equivalente di quanto riporterà nel campo “Quantità aggiunta”.
L’Utente può utilizzare il campo Note per spiegare che trattasi di un’apparecchiatura con R22 con carica che si sta (progressivamente) sostituendo con altra sostanza.

L’obbligo di compilazione della Dichiarazione F-GAS, che deve essere fatta ogni anno, secondo la normativa di riferimento, spetta al proprietario dell’apparecchiatura o dell’impianto.
Se il proprietario ha però delegato l’effettivo controllo dell’apparecchiatura o del sistema ad una società esterna (tramite contratto scritto), la trasmissione dei dati contenuti
nella dichiarazione deve essere effettuata da quest’ultima.
Il proprietario può anche affidare a Terzi (“persona di riferimento”) la compilazione della dichiarazione; anche in questo caso è necessaria una delega scritta.

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La delibera n. 108/2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Italiana del 15 maggio 2018, n. 111 è un importante aggiornamento della precedente “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010“, come strumento per inquadrare la stessa nel più ampio contesto di sostenibilità economico-sociale delineato dall’Agenda 2030.
Quest’ultima rappresenta la chiave di volta per uno sviluppo del pianeta rispettoso delle persone e dell’ambiente, incentrato sulla pace e sulla collaborazione, capace di rilanciare anche a livello nazionale lo sviluppo sostenibile, nell’ambito di quattro principi guida: integrazione, universalità, inclusione e trasformazione.

La Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile propone una visione per un nuovo modello economico circolare, a basse emissioni di CO2, resiliente ai cambiamenti climatici e agli altri cambiamenti globali causa di crisi locali.
La perdita di biodiversità, la modificazione dei cicli biogeochimici fondamentali (carbonio, azoto, fosforo) e i cambiamenti nell’utilizzo del suolo sono le aree strategiche ambientali, su cui si intende intervenire.

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Quanta energia sarà necessaria per illuminare un edificio?
È questa la domanda fondamentale che si è posta la commissione Luce e Illuminazione.
Il CEN/TR 15193-2 è il risultato di questa ricerca sul fronte risparmio energetico degli edifici anche in ambito illuminotecnico.

Questo rapporto tecnico affianca la UNI EN 15193-1 e fornisce informazioni per supportare la corretta comprensione, l’utilizzo e l’implementazione nazionale della norma di illuminazione.
Il documento fornisce:
– il commento ai punti della norma
– la spiegazione sulle procedure
– la descrizione dei processi
– un foglio di lavoro per il processo di calcolo
– esempi svolti e valori di riferimento
– consigli sui sistemi di controllo dell’illuminazione
– una guida sul progetto di illuminazione per edifici domestici

Nel rapporto vengono citati i seguenti riferimenti normativi:
EN 12665 Light and lighting – Basic terms and criteria for specifying lighting requirements
EN 15193-1 Energy performance of buildings – Energy requirements for lighting – Part 1: Specifications, Module M9
EN ISO 52000-1 Energy performance of buildings – Overarching EPB assessment – Part 1: General framework and procedures (ISO 52000-1 :2017)

Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata sul sito dell’UNI.